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Auto con maniglie a scomparsa nel mirino: ecco le nuove regole

Le maniglie a scomparsa sulle auto, nate come vezzo estetico per ripulire le fiancate e migliorare l’aerodinamica, sono diventate in poco tempo un tema di sicurezza che nessuno può più ignorare. Negli Stati Uniti la questione è esplosa dopo un’inchiesta che ha contato almeno 15 vittime in una dozzina di incidenti legati a vetture Tesla. Il punto critico è sempre lo stesso: quando l’auto perde alimentazione elettrica dopo l’impatto, chi è dentro non riesce a uscire e chi arriva a soccorrere non riesce ad aprire le portiere dall’esterno. In diversi casi l’incendio scoppiato subito dopo lo schianto ha trasformato l’abitacolo in una trappola. La NHTSA, l’agenzia americana per la sicurezza stradale, aveva già acceso i riflettori dopo nove segnalazioni su veicoli Model Y con bambini rimasti chiusi all’interno.

Cosa stanno facendo Stati Uniti e Cina

Di fronte a questi numeri, le autorità hanno iniziato a muoversi sul serio. Negli USA la NHTSA ha accolto la richiesta di scrivere uno standard di sicurezza valido per tutto il settore, mentre al Congresso si lavora su una proposta di legge chiamata SAFE Exit Act, pensata per obbligare i costruttori a rendere i dispositivi meccanici di apertura facilmente riconoscibili, anche al buio o in situazioni di panico.

La Cina però ha fatto un passo più deciso e soprattutto più veloce. Dal 1° gennaio 2027 entrerà in vigore lo standard GB 48001-2026, un documento nato con la collaborazione di oltre 40 case automobilistiche. La regola è chiara e non lascia margini di interpretazione: ogni singola portiera dovrà avere uno sblocco meccanico obbligatorio, indipendente dall’elettronica. Un cambio di rotta netto per un mercato che negli ultimi anni aveva spinto forte proprio sulle soluzioni a scomparsa.

Le mosse dei costruttori e il ritardo europeo

Nel frattempo qualche produttore si sta portando avanti da solo, senza aspettare per forza le nuove leggi. Tesla starebbe studiando un sistema ibrido che unisce parte meccanica e parte elettronica, così da avere sempre una via di fuga anche a batteria scarica. Rivian, invece, ha scelto una strada più semplice ma concreta: spostare la leva di sblocco manuale più vicino alla maniglia elettrica, in modo che chi è a bordo la trovi subito senza doverla cercare a tentoni.

E l’Europa? Qui il quadro è meno rassicurante. Nonostante un’interrogazione scritta presentata alla Commissione Europea dagli eurodeputati Valérie Devaux e Grégory Allione nel febbraio 2026, dall’esecutivo comunitario non è ancora arrivata nessuna proposta normativa vincolante, né uno standard definito. Il tema è sul tavolo, questo sì, ma la regolamentazione europea viaggia per ora molto più lenta rispetto a quanto sta accadendo dall’altra parte dell’oceano e in Cina.

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