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Gli allevatori europei di salmone stanno prendendo in considerazione una scelta che a molti consumatori suona ancora piuttosto strana, cioè nutrire i pesci con il pollo. Dietro questa svolta c’è El Niño, il fenomeno climatico che periodicamente modifica le condizioni del pianeta e che, a quanto pare, sta mettendo sotto pressione anche chi lavora negli allevamenti ittici del Vecchio Continente. L’idea di dare carne di pollo ai salmoni non convince del tutto il pubblico, che guarda alla novità con una certa diffidenza.
Il punto centrale è proprio questo. Da un lato c’è un settore che deve trovare il modo di andare avanti quando il clima cambia le regole del gioco, dall’altro ci sono le persone che quel salmone poi lo comprano e lo portano in tavola. E tra le due parti, almeno per ora, la sintonia non è perfetta.
El Niño e il cambio di dieta negli allevamenti
Quando si parla di El Niño si pensa di solito a piogge intense, siccità o temperature fuori scala in qualche angolo remoto del mondo. Meno immediato è collegarlo a ciò che finisce nelle vasche degli allevamenti europei. Eppure il legame esiste, ed è abbastanza forte da spingere chi alleva salmoni a ripensare l’alimentazione dei propri pesci.
Il passaggio verso il pollo come mangime nasce quindi da una necessità e non da un capriccio. Gli operatori del settore si trovano a fare i conti con un fenomeno che non possono controllare e che ha effetti concreti sulla loro attività. Cambiare la dieta degli animali diventa così una delle strade possibili per adattarsi, anche se si tratta di una strada che fa discutere.
Va detto che non è una decisione da poco. Modificare ciò che mangiano i salmoni significa intervenire su un aspetto centrale della produzione, quello che più di altri tocca la sensibilità di chi acquista. Per gli allevatori è una scelta pratica, per i consumatori è qualcosa che merita almeno qualche domanda in più.
La diffidenza dei consumatori verso il salmone nutrito con pollo
Ed è proprio qui che le cose si complicano. Le persone, a quanto emerge, sono un po’ sospettose quando si tratta di dare pollo ai salmoni. Una reazione comprensibile, se si pensa che nell’immaginario comune il salmone è un pesce che vive e si nutre in mare, lontano da tutto ciò che ricorda un’aia o un pollaio. L’accostamento tra i due mondi crea un piccolo cortocircuito.
Questa diffidenza non va sottovalutata, perché il rapporto tra chi produce e chi consuma si basa molto sulla fiducia. Un cambiamento nella filiera, anche se motivato da ragioni climatiche, rischia di essere percepito come una forzatura se non viene compreso fino in fondo. Il salmone d’allevamento è un prodotto diffuso e apprezzato, e ogni novità che lo riguarda finisce inevitabilmente sotto la lente di chi lo mette nel carrello.
Il quadro che ne esce è quello di un settore costretto a muoversi tra due spinte diverse. Da una parte la pressione esercitata da El Niño sugli allevamenti di salmone europei, dall’altra lo scetticismo di un pubblico che non ha ancora fatto pace con l’idea di un pesce cresciuto anche grazie alla carne di pollo. Gli allevatori, intanto, hanno già cominciato a muoversi in questa direzione e i loro salmoni stanno iniziando a ricevere il nuovo mangime.
Fonte: TecnoAndroid


