Le prime bozze dei driver per RTX Spark sono finalmente arrivate, e questo significa che NVIDIA sta mettendo le basi per il debutto del suo superchip pensato per i PC con intelligenza artificiale, atteso nell’autunno del 2026. Il pacchetto porta con sé una novità che gli sviluppatori aspettavano da tempo, cioè il supporto nativo a Windows on Arm, un tassello importante per far girare al meglio le applicazioni su questa nuova architettura.
RTX Spark: cosa cambia con i primi driver per sviluppatori
Partiamo dal cuore della faccenda. NVIDIA ha iniziato a distribuire i primi driver in versione preview per la piattaforma RTX Spark, e il punto di partenza è la release 616.00. Questo driver in particolare è pensato per il Microsoft Surface RTX Dev box, una soluzione dedicata proprio a chi sviluppa, con un design completamente senza ventole. Niente rumore, niente parti in movimento, insomma un dispositivo silenzioso per lavorare in tranquillità.
Il CUDA 13.4 Toolkit conferma il supporto a RTX Spark come preview per Windows on Arm. In pratica il pacchetto include gli strumenti per compilare e costruire applicazioni pensate per i target Windows Arm64. Ci sono due strade possibili. La prima è lo sviluppo nativo per Windows Arm64 direttamente sul futuro dispositivo RTX Spark. La seconda è la compilazione incrociata, cioè creare applicazioni CUDA per Windows Arm64 usando il Toolkit x86_64 su Windows. Una piccola nota tecnica ma rilevante, a partire da CUDA 13.4 il driver non sarà più incluso nel toolkit, ma verrà rilasciato separatamente con il Developer Driver di NVIDIA, dalla versione R616 in su.
L’idea di fondo è chiara. Gli sviluppatori possono iniziare fin da subito a portare le loro applicazioni su Windows on Arm usando un sistema di sviluppo già esistente, individuare le dipendenze incompatibili e preparare una prima build Arm64. Così, quando i PC con RTX Spark arriveranno sul mercato in autunno, le app saranno già pronte per essere distribuite.
Prestazioni promettenti ma ancora tutte da verificare
Dal punto di vista dell’hardware, questi sistemi combinano l’architettura Grace CPU con una GPU Blackwell, il tutto affiancato da 128 GB di memoria e collegato tramite un fabric ad alta velocità, su un singolo chip disegnato per l’intelligenza artificiale. Un bel concentrato di tecnologia, che finirà dentro laptop e Mini PC.
Non mancano però alcuni problemi noti in questa fase preview. Le prestazioni nei trasferimenti CUDA con memoria non bloccata possono risultare più basse del previsto, e come soluzione viene consigliato l’uso di memoria page-locked. Durante l’installazione del driver, poi, lo schermo integrato potrebbe restare nero per circa due minuti, ma è tutto normale e non bisogna spegnere o riavviare il sistema. Ci sono anche possibili instabilità durante i workflow di build con PyTorch, con timeout della GPU ancora sotto indagine. Infine Nsight Copilot risulta disattivato e non disponibile su Windows Arm64 in questa preview per sviluppatori.
Chi ha potuto mettere le mani sui primi sistemi RTX Spark al Computex 2026 ha visto configurazioni davvero interessanti, con prestazioni notevoli nelle applicazioni AI, negli strumenti di creazione di contenuti e nei giochi. Sarà il primo ingresso a tutti gli effetti di NVIDIA nel mercato dei laptop e degli AI PC, e le premesse sembrano ottime, anche se ci sono ancora parecchie metriche da approfondire.
Attenzione poi ai vari benchmark comparsi nei leak. Si basano su sample ingegneristici molto preliminari, quindi non rispecchiano affatto i sistemi che troveremo nei negozi. Meglio prenderli con le pinze e aspettare l’autunno del 2026 per capire come si comporterà davvero RTX Spark negli scenari d’uso reali.