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Robot con muscoli veri, l’ETH di Zurigo li fa saltare e nuotare

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Un gruppo di ricercatori dell’ETH di Zurigo ha costruito robot con muscoli veri, ottenuti in laboratorio a partire da cellule di topo. È un passo avanti concreto in un campo che punta a rendere le macchine meno rigide e più simili agli esseri viventi. Per quanto sofisticati, gli umanoidi di oggi si riconoscono infatti al primo sguardo. Hanno quell’andatura da elettrodomestico ambizioso che non inganna nessuno e difficilmente qualcuno li scambierebbe per una persona in carne e ossa. Negli ultimi anni il confine ha però cominciato a sfumare. C’è chi ha dotato i robot di una pelle capace di sorridere e chi di un volto che parla con il labiale perfettamente sincronizzato. A guardare bene sembra quasi di assistere alla nascita della fabbrica di Terminator, per ora senza il pacchetto “competenze letali”. Almeno sulla carta.

Muscoli viventi su un robot, il lavoro dell’ETH di Zurigo

Qualcuno si è spinto ancora più in là. Il Laboratorio di robotica soffice dell’ETH di Zurigo ha presentato gli ultimi progressi sui robot bioibridi, macchine che integrano parti biologiche autentiche. In questo caso si tratta di tessuto muscolare creato artificialmente partendo da cellule di topo, con l’obiettivo di progettare automi capaci di muoversi in maniera più naturale.

Il frutto di questa ricerca porta il nome di bioattuatori. Sono piccole strutture lunghe circa un centimetro e mezzo ciascuna, che al loro interno ospitano muscolo vivo. A sorreggerlo c’è un’impalcatura artificiale di idrogel, una sorta di gelatina tecnologica che svolge la funzione di scheletro. Quando questi elementi si contraggono lo fanno con una forza sufficiente a rendere il movimento visibile a occhio nudo. Il muscolo si flette e la macchina si sposta, senza motori tradizionali a fare il lavoro sporco.

C’è poi la questione dell’efficienza, tutt’altro che secondaria. Secondo gli studiosi svizzeri l’ampiezza del movimento arriva a essere fino a 11 volte superiore rispetto ai sistemi precedenti, a parità di quantità di tessuto muscolare impiegato. Un salto notevole, considerando che il materiale biologico a disposizione resta lo stesso e che a cambiare è soprattutto il modo in cui viene sfruttato.

Niente panico, per ora vivono immersi in un brodo

I robot con muscoli veri equipaggiati con questi attuatori sanno già fare parecchie cose. Riescono a saltare, ad afferrare oggetti e perfino a nuotare. Prima di immaginare scenari apocalittici conviene però tenere presente un dettaglio che toglie buona parte del fascino all’idea di una ribellione delle macchine. Possono muoversi soltanto se immersi in una soluzione nutritiva, l’unica cosa che mantiene in vita il tessuto muscolare. Fuori da quel bagno di brodo non succede nulla. E un Terminator costretto a restare a mollo come un tortellino difficilmente farebbe tremare qualcuno.

Per liberarli da questa dipendenza servirà prima un sistema vascolare artificiale, in grado di trasportare ossigeno e nutrienti fino ai muscoli e di smaltire le scorie prodotte. In pratica qualcosa di molto simile a quello che abbiamo noi, con tubature, pompe e tutti i guai che ne derivano. Si tratta di una sfida ingegneristica tutt’altro che banale, perché riprodurre la circolazione di un organismo vivente richiede una precisione enorme. E se un giorno la faccenda dovesse sfuggire di mano, la soluzione l’ha già mostrata Terminator 2, con il pollice alzato e la discesa nel metallo fuso.

Fonte: TecnoAndroid

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