Pochi ricordano che la carriera televisiva di Robin Williams non partì da un piano studiato a tavolino, ma da una puntata di Happy Days che oggi viene ricordata come uno dei colpi di fortuna più felici nella storia della TV americana. Quell’apparizione, quasi casuale, trasformò un comico ancora poco conosciuto in un volto destinato a entrare nelle case di milioni di persone. E tutto ruotava attorno a un alieno.
L’episodio in questione si intitola My Favorite Orkan e fa parte della quinta stagione della serie. Non era pensato per durare oltre la singola puntata, eppure qualcosa scattò subito. Il personaggio creato da Williams, un extraterrestre proveniente dal pianeta Ork, conquistò tutti grazie a una comicità imprevedibile, fatta di battute rapidissime e improvvisazioni che spiazzavano persino il resto del cast. Quel modo di recitare, libero e senza freni, divenne presto il suo marchio di fabbrica.
Dall’onda della fantascienza alla nascita di Mork
Il contesto culturale aiutò parecchio. Gli anni ’70 erano attraversati da una vera ossessione per la fantascienza, con storie di astronavi, pianeti lontani e creature aliene che riempivano cinema e televisione. Inserire un personaggio venuto dallo spazio dentro una serie leggera e familiare come Happy Days sembrava un azzardo, e invece funzionò alla perfezione. Il pubblico rispose con entusiasmo, al punto che gli autori capirono di avere tra le mani qualcosa di troppo grande per lasciarlo svanire dopo una sola comparsata.
Da quell’intuizione nacque Mork di Ork, l’alieno simpatico e surreale che diede a Williams il suo primo vero ruolo da protagonista. Il personaggio piacque così tanto da meritarsi una serie tutta sua, una scelta che all’epoca non era affatto scontata. Quel salto fu determinante, perché diede all’attore la visibilità necessaria per farsi notare oltre il piccolo schermo.
Da lì in avanti la strada fu in discesa. La popolarità raggiunta in televisione aprì le porte del cinema, dove Williams avrebbe poi costruito una carriera lunga e ricca di interpretazioni memorabili. Eppure tutto era cominciato con un’idea apparentemente secondaria, una puntata che doveva essere solo un riempitivo e che invece finì per cambiare il destino di un attore intero.
C’è qualcosa di affascinante nel pensare che una delle figure più amate dello spettacolo sia emersa quasi per caso, sfruttando l’onda di una moda passeggera e la spontaneità di un comico capace di improvvisare. Quel personaggio alieno, nato per far ridere in pochi minuti di trasmissione, divenne il trampolino di lancio perfetto. E senza quell’episodio di Happy Days, la storia della televisione e del cinema avrebbe forse preso una piega completamente diversa.