Dal prossimo anno Renault 5 e Renault 4 guadagneranno un powertrain aggiornato, con un occhio puntato sulla potenza e soprattutto sull’efficienza. È una mossa che ha tutto il sapore della risposta alla concorrenza, perché il segmento delle compatte elettriche si sta scaldando parecchio e la casa francese non vuole rimanere indietro. A raccontare cosa bolle in pentola è stata Marianne Bataillon, che in Renault si occupa dello sviluppo di motori elettrici e batterie. Le sue parole lasciano intendere che il lavoro sia già ben avviato.
Il punto di partenza è il Gen 2 Evo, lo stesso powertrain che fa il suo debutto sulla nuova Twingo. Da lì gli ingegneri stanno spingendo oltre, intervenendo su due componenti chiave come l’inverter e il riduttore di passo. Non è un caso che queste ottimizzazioni arrivino proprio adesso. Renault sta infatti mettendo a punto i nuovi motori elettrici di terza generazione destinati a Megane e Scenic, attesi per il 2028, e parte di quel know how finisce per ricadere anche sulle due piccole già in commercio. I numeri precisi però restano per ora un mistero, perché la casa francese non ha voluto sbottonarsi su quanto guadagneranno in concreto le due vetture.
Cosa offrono oggi e perché serve un aggiornamento
Allo stato attuale Renault 5 e Renault 4 montano un motore da 90 kW abbinato a una batteria da 40 kWh nella versione di accesso. Salendo di allestimento si passa a 110 kW e a un pacco da 52 kWh, con prestazioni ovviamente più brillanti. Sul fronte dell’autonomia si parla di circa 310 km per la configurazione base e di 410 km per quella superiore, valori più che dignitosi ma che rischiano di non bastare a lungo. La concorrenza, infatti, non sta ferma.
Il problema porta un nome ben preciso e arriva dal gruppo Volkswagen. Con la nuova piattaforma MEB+ i tedeschi promettono di fare di più con meno, ovvero percorrenze maggiori utilizzando batterie più piccole. Basta guardare la nuova ID.Polo, che già nella versione base mette sul piatto 329 km con un pacco da appena 37 kWh, per giunta in chimica LFP. E qui sta uno dei nodi della questione, perché Renault al momento si affida a batterie NMC anche sulle versioni meno spinte, una scelta che incide sui costi e sulla flessibilità.
Ecco perché l’aggiornamento del powertrain non è semplicemente un vezzo tecnico. Per restare competitive in un mercato dove ogni chilometro di autonomia in più conta, le due francesi avevano bisogno di un passo avanti concreto. Il lavoro sull’inverter e sul riduttore di passo va proprio in quella direzione, cercando di spremere maggiore efficienza dallo stesso hardware senza per forza gonfiare le dimensioni delle batterie. La nuova ID.Polo, va ricordato, parte da un prezzo di 24.995 euro e arriva a offrire fino a 455 km di percorrenza nelle configurazioni più ricche, alzando di parecchio l’asticella per chiunque voglia giocare nello stesso campionato.