Claude Cowork esce dai confini del computer e arriva finalmente su browser e smartphone, con un pacchetto di novità che Anthropic ha pensato per rendere il lavoro con l’intelligenza artificiale molto più libero. Il chatbot di punta della società continua a crescere, e stavolta il cambiamento riguarda proprio il modo in cui si utilizza lo strumento nella pratica quotidiana.
Fino a poco tempo fa, per usare Cowork serviva per forza un’applicazione desktop, disponibile su Windows e macOS. Adesso la situazione cambia, perché lo strumento può girare anche attraverso il browser e le app per smartphone. Un passaggio che sposta l’asticella parecchio in avanti, visto che permette di lavorare senza rimanere incollati alla scrivania.
Attività che seguono l’utente ovunque
Il vantaggio più concreto è la possibilità di avviare e monitorare le attività praticamente da qualsiasi posto. Chi usa Claude non deve più preoccuparsi di avere sottomano il PC giusto nel momento giusto. Si comincia un lavoro da una parte, lo si controlla da un’altra, e il tutto resta accessibile senza intoppi. Una comodità che chiunque abbia provato a gestire progetti in movimento saprà apprezzare.
L’aggiornamento non si ferma qui, però. Anthropic ha reso l’intera esperienza più flessibile, e la modifica più interessante riguarda il funzionamento delle sessioni. Da ora, infatti, le sessioni di Cowork vengono eseguite nel cloud per impostazione predefinita. Sembra un dettaglio tecnico, ma nella pratica cambia tantissimo.
Il cloud che manda avanti il lavoro
Grazie a questa impostazione, diventa possibile iniziare un’attività dal computer, poi controllarne l’avanzamento direttamente dal telefono, e infine ritrovare il lavoro già completato passando a un altro dispositivo. Nessuna interruzione, nessun file perso per strada. Il flusso resta continuo, e questo è forse il vero punto di forza del nuovo Claude Cowork.
C’è di più. I processi avviati continuano anche quando il computer viene chiuso. Significa che le operazioni già in corso non si bloccano solo perché la macchina è stata spenta o messa in stand by. Il cloud lavora al posto dell’utente, portando avanti quanto era stato impostato, e questo toglie parecchi pensieri a chi ha bisogno di lasciare girare attività lunghe senza restare per forza davanti allo schermo.