Il nuovo Raspberry Pi Touch Display 2 da 10 pollici arriva a completare una gamma costruita pezzo dopo pezzo negli ultimi anni. Prima il modello da 7 pollici nel 2024, poi quello da 5 pollici nel 2025, e adesso tocca alla diagonale più generosa, quella che in molti aspettavano da tempo. La logica è semplice: chi lavora con questi piccoli computer aveva bisogno di uno schermo più ampio, e la risposta è finalmente arrivata.
Con la diagonale più grande cresce anche la risoluzione, e non poteva essere altrimenti. Si parla di 1.920 x 1.200 pixel, la classica sigla WUXGA, pensata per mantenere una densità di pixel almeno paragonabile a quella dei fratelli minori. L’angolo di visione tocca gli 85 gradi, mentre il supporto al multitouch arriva fino a 10 punti in contemporanea. Il doppio, va detto, rispetto agli altri due pannelli della serie, un dettaglio che fa la differenza per chi costruisce interfacce un po’ più complesse.
Compatibilità e integrazione con le schede Raspberry Pi
Il design resta coerente con il resto della famiglia, come si nota subito dall’immagine ufficiale. E poi c’è il vero punto di forza di questi prodotti, cioè la integrazione quasi immediata con l’ecosistema. Nella confezione si trovano cavi, connettori e sistemi di montaggio necessari per collegare i modelli più recenti di Raspberry Pi, che tra l’altro possono anche fare da alimentatori per il display stesso. Nessun cavo aggiuntivo, nessun trasformatore, tutto molto lineare.
Chi usa Raspberry Pi OS troverà il touchscreen supportato in modo nativo, senza dover mettere mano a configurazioni manuali o installare driver di terze parti. Si collega e funziona, il che per molti appassionati è già un ottimo motivo per sceglierlo.
Qualche nota dolente però c’è, ed è giusto dirla chiaramente. Questa variante da 10 pollici, e solo questa, non supporta né il Raspberry Pi 4 o le schede meno recenti, né il Raspberry Pi Zero. Il motivo sta nelle quattro linee DSI usate per la connessione dati del display, una configurazione che le dev board più datate semplicemente non gestiscono. Tradotto in pratica, chi utilizza quelle piattaforme dovrà continuare ad affidarsi ai Touch Display già presenti sul mercato, quelli con diagonale più piccola.
È una limitazione che potrebbe far storcere il naso a chi ha investito su hardware più vecchio, sperando di aggiornare solo lo schermo. Ma la scelta tecnica ha una sua logica, e riguarda esclusivamente il collegamento fisico tra il pannello e la scheda. Chi invece possiede un modello recente non avrà alcun problema, e potrà sfruttare da subito sia la maggiore superficie di lavoro sia il multitouch potenziato.