Chi sperava in un po’ di respiro sul fronte dei prezzi resterà deluso, perché le memorie RAM e SSD sono finite dentro una fase di tensione che, stando alle previsioni più recenti, non accennerà a placarsi prima del 2027. Domanda alle stelle, offerta che fatica a tenere il passo, e sullo sfondo l’intelligenza artificiale che continua a divorare componenti come se non ci fosse un domani. Il risultato? Listini che salgono e che, per un bel po’, resteranno alti.
Quanto aumenteranno i prezzi delle memorie
I numeri messi sul tavolo da un’analisi di Jefferies Equity Research parlano chiaro. Nel terzo trimestre del 2026 i prezzi delle memorie dovrebbero crescere tra il 40 e il 50 per cento rispetto al trimestre precedente. Non finisce lì, perché nel quarto trimestre è atteso un ulteriore rialzo compreso tra il 30 e il 40 per cento. E guardando al 2027, i prezzi medi potrebbero risultare superiori del 40-45 per cento rispetto all’anno prima.
Dietro questi rincari ci sono due fattori che si alimentano a vicenda. Da una parte le difficoltà di offerta, dall’altra una domanda che cresce senza sosta, spinta proprio dalle applicazioni legate all’IA. I tre grandi produttori di DRAM, ovvero Samsung, SK Hynix e Micron, non vedono miglioramenti nella disponibilità nel breve periodo. Anche i produttori cinesi, che qualcuno immaginava come possibile valvola di sfogo con memorie a basso costo, non starebbero influenzando in positivo i prezzi sui mercati internazionali.
Giocare e comprare tecnologia costerà di più
C’è poi un dettaglio che pesa parecchio. Una fetta sempre più grande della capacità produttiva viene riservata ai contratti a lungo termine firmati tra i produttori di memorie e i colossi tecnologici. Oggi si parla di circa il 50 per cento della produzione già vincolato da questi accordi, ma la quota potrebbe arrivare fino al 70 per cento. Tradotto: meno componenti disponibili per il mercato consumer, e qui casca l’asino.
Lo scenario rischia di far lievitare i prezzi di tantissimi dispositivi elettronici. PC, notebook, smartphone e console da gioco dipendono tutti dall’approvvigionamento di memorie DRAM e NAND, quindi l’effetto a cascata è praticamente inevitabile.
Secondo Jefferies, una svolta potrebbe arrivare solo nel 2028, quando l’avvio di nuovi impianti dovrebbe far salire l’offerta del 15-20 per cento. Ma c’è un avvertimento: anche questo incremento potrebbe non bastare a compensare la fame di componenti generata dai sistemi di intelligenza artificiale. Il report sottolinea anche un altro punto. L’espansione dei produttori cinesi, come CXMT e YMTC, difficilmente lascerà il segno nel biennio 2026-2027. La loro capacità produttiva è oggi indirizzata soprattutto al mercato interno, e solo dal 2028, con l’ampliamento di stabilimenti e linee di produzione, potrebbe iniziare a fare la differenza anche sui mercati internazionali.