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Dagli Stati Uniti arriva una proposta di legge che punta a garantire a chi acquista videogiochi digitali un vero diritto di possesso su ciò che ha pagato. L’iniziativa porta la firma di Ritchie Torres, esponente democratico dello stato di New York, che ha annunciato attraverso i propri canali social l’intenzione di presentare il Power to the Players Act. Si tratta di un testo dedicato al potere d’acquisto e ai diritti dei videogiocatori, con un’attenzione particolare alla tutela dei consumatori e alla possibilità di trasferire i titoli comprati. L’idea di fondo si può riassumere in un principio molto semplice, quasi intuitivo per chiunque abbia mai speso soldi per un gioco. Chi paga per un gioco dovrebbe possederlo. Detta così sembra una banalità, eppure nel mondo del digitale il concetto è tutt’altro che scontato, ed è proprio su questo punto che la proposta di Torres va a toccare un nervo scoperto del settore.
Cosa prevede il Power to the Players Act
Il cuore del Power to the Players Act ruota attorno a due parole chiave, tutela e trasferibilità. L’obiettivo dichiarato è riconoscere ai giocatori diritti reali di possesso sui giochi digitali acquistati, avvicinando di fatto l’esperienza dell’acquisto online a quella di chi compra una copia fisica da tenere sullo scaffale. Il tema della trasferibilità, in particolare, è quello che più facilmente cattura l’attenzione. Parlare di titoli trasferibili significa immaginare un mercato in cui un gioco digitale non resta legato per sempre all’account di chi lo ha comprato, ma può in qualche modo cambiare proprietario. Un passaggio che, almeno sulla carta, darebbe al prodotto acquistato un valore molto più simile a quello di un bene vero e proprio.
La tutela, invece, riguarda il rapporto tra chi compra e chi vende. Il testo nasce con l’intento esplicito di dare più peso ai consumatori, che nel modello digitale si trovano spesso in una posizione meno forte rispetto alle aziende che distribuiscono i giochi. Non a caso la proposta è stata accolta come una sorta di rivalsa per chi acquista videogiochi e si sente, in parte, senza strumenti di difesa.
Una sfida aperta ai publisher
Inevitabilmente, una proposta di questo tipo finisce per chiamare in causa i publisher, cioè le società che pubblicano e commercializzano i giochi. Riconoscere un possesso pieno sui titoli digitali vorrebbe dire ripensare almeno in parte il modo in cui questi prodotti vengono venduti e gestiti, ed è per questo che l’iniziativa viene letta come una vera e propria sfida all’industria.
Il nome scelto da Ritchie Torres per la sua legge è già di per sé eloquente. “Power to the Players” richiama in modo diretto l’idea di restituire potere ai giocatori, spostando l’equilibrio a favore di chi acquista. Una scelta comunicativa che non lascia molti dubbi sulla direzione verso cui il deputato newyorkese intende muoversi.
Per ora l’iniziativa si trova alla fase dell’annuncio. Torres ha comunicato pubblicamente, tramite i suoi profili social, che presenterà il Power to the Players Act, una legge interamente dedicata al potere d’acquisto e ai diritti dei videogiocatori sui giochi digitali regolarmente pagati.
Fonte: TecnoAndroid


