Poste Italiane ha deciso di mettere sul mercato qualcosa che fino a poco tempo fa teneva tutto per sé: le competenze contro le frodi. Il Gruppo apre infatti alle aziende del settore finanziario e assicurativo una nuova offerta di soluzioni digitali per la sicurezza informatica, portando all’esterno una parte del know how maturato nella gestione antifrode. Il pacchetto si chiama Fraud Management e arriverà alle imprese attraverso Postel, la società del Gruppo specializzata in soluzioni digitali ad alto contenuto tecnologico.
Si tratta di una mossa che rientra nel percorso di Business Transformation dell’azienda. In pratica, strumenti, processi e competenze che sono stati costruiti nel tempo all’interno dell’infrastruttura antifrode diventano un prodotto vendibile. Il modello che sta sotto a questi servizi tiene insieme cinque elementi: persone, processi, dati, piattaforme e governance. L’idea è chiara, offrire al mercato capacità di analisi già rodate in un contesto dove il rischio è altissimo ogni giorno.
Numeri che parlano da soli
Per capire la portata della cosa basta guardare cosa è successo nel 2025. Gli specialisti di Poste Italiane hanno gestito 1,5 milioni di alert e bloccato tentativi di frode per circa 35 milioni di euro. Non sono cifre buttate lì: dietro c’è una piattaforma costruita per analizzare comportamenti sospetti, con il supporto di modelli messi a punto direttamente dallo staff di analisti. Competenze operative, dati e tecnologie che vivevano dentro l’infrastruttura del Gruppo, e che adesso vengono offerti anche fuori.
Tutto questo nasce in uno scenario che si è fatto parecchio più complicato. La digitalizzazione dei servizi finanziari ha allargato la superficie di attacco, e il rischio frodi è cresciuto di pari passo. Ci si mette anche un quadro normativo, sia italiano sia europeo, sempre più articolato e tutto orientato alla prevenzione. Per banche, assicurazioni e operatori finanziari riuscire a intercettare in tempo i comportamenti anomali non significa solo proteggere i clienti. Vuol dire anche tenere in piedi i processi interni e restare in regola con le norme di settore, che non è poco.
L’alleanza con Alfa Group
A dare manforte al progetto c’è una partnership con Alfa Group, realtà specializzata nella cybersecurity e già attiva nell’antifrode. La collaborazione serve a irrobustire il modello pensato per i clienti B2B, con un impianto orientato sia al contrasto delle frodi sia alla resilienza dell’intero ecosistema finanziario e assicurativo.