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La sigla Porsche Flachbau RS era rimasta per mesi solo un nome depositato, uno di quei marchi registrati a maggio del 2025 che fanno partire le speculazioni negli ambienti degli appassionati. Alla Monterey Car Week il velo è caduto e il risultato è un esemplare unico, nato dal lavoro congiunto di Sonderwunsch, Style Porsche e Manthey Racing, che prende una 911 GT2 RS 991.2 del 2018 con pacchetto Weissach e la trasforma in un omaggio dichiarato alla 935/78, la leggendaria Moby Dick.
La base di partenza, va detto, non era esattamente una vettura tranquilla. Il 3.8 boxer biturbo da 700 CV e 750 Nm, il cambio PDK a sette rapporti e la trazione posteriore erano già ingredienti da categoria estrema. Eppure il progetto non si è fermato alla verniciatura speciale e a qualche dettaglio in fibra, come accade spesso con le personalizzazioni di lusso. Qui si è lavorato su peso, aerodinamica e forma della carrozzeria, con tre anni di sviluppo alle spalle.
Meno peso, meno comfort, nessun rimpianto

Togliere chili a una GT2 RS Weissach sembra un esercizio di masochismo, invece Porsche ha trovato circa 32 kg da eliminare. Via il Porsche Communication Management, via l’impianto audio, via una parte dei materiali fonoassorbenti e diversi rivestimenti interni. Anche i cablaggi sono stati passati al setaccio, eliminando tutto quello che risultava superfluo per una vettura pensata per andare forte e basta. L’abitacolo che ne esce è volutamente spoglio, con alcuni componenti tecnici lasciati a vista, senza il tentativo di nasconderli dietro plastiche di cortesia.
Fuori, la carrozzeria è verniciata in Grand Prix White, una tonalità ricavata prendendo come riferimento un esemplare storico del 1974 conservato nella collezione della Casa. Un dettaglio che spiega bene lo spirito dell’operazione, con tecnologia contemporanea messa al servizio di una memoria molto precisa.
Il muso piatto e l’ala che sembra uscita da un box gara

Il nome non è una trovata di marketing. Flachbau significa letteralmente costruzione piatta e richiama una delle soluzioni stilistiche più riconoscibili nella storia della 911, quella che in molti conoscono come Slant Nose. La reinterpretazione moderna passa da gruppi ottici con elementi Led sovrapposti, moduli per anabbaglianti e abbaglianti sottilissimi e luci diurne con uno spessore inferiore ai 20 mm.
Il capitolo più interessante resta comunque l’aerodinamica. Al posteriore campeggia una nuova ala con supporti a forma di S, ispirati alle vetture da competizione della Casa e in particolare alla 911 GT3 R Rennsport. Rispetto all’ala del kit Manthey normalmente disponibile per la GT2 RS, l’elemento montato sulla Flachbau RS si trova circa 5 cm più in alto e può essere regolato manualmente su tre posizioni diverse. Nella configurazione High Downforce, a circa 340 km/h, il carico aerodinamico dichiarato sull’asse posteriore arriva fino a 554 kg.
Cinquanta giri al Nürburgring per non essere una show car

Numeri simili non si annunciano senza averli verificati. Prima della presentazione ufficiale la vettura ha girato per 50 tornate sul Nürburgring Nordschleife con Lars Kern al volante, affiancate da un lavoro corposo di simulazione e prove di durata. Solo i test sull’ala posteriore hanno riprodotto l’equivalente di circa 150.000 km di utilizzo stradale. Dallo sviluppo sono arrivati anche brevetti specifici, tra cui quelli legati alla regolazione dell’ala e al disegno dei parafanghi ventilati.
Sul fronte meccanico, invece, nessuno ha toccato niente. Il boxer 3.8 biturbo conserva i suoi 700 CV e 750 Nm, la trasmissione resta il PDK a sette rapporti e la velocità massima dichiarata si ferma a 340 km/h. Una scelta coerente con l’impostazione del progetto, dove il lavoro si concentra su leggerezza e carico aerodinamico più che sulla ricerca di cavalli aggiuntivi.
La Flachbau RS resta un pezzo unico, non l’anticipazione di un nuovo modello di gamma, e mette insieme il reparto Sonderwunsch, il design interno e l’esperienza da pista di Manthey per riportare in vita l’immagine della 935/78 sulla base di una delle 911 stradali più estreme della generazione 991.










