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Polimero che raffredda gli edifici: -12,9 °C senza elettricità

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Un nuovo polimero che raffredda gli edifici arriva dalla Spagna e riesce a tenere più fresche le superfici colpite dal sole senza consumare elettricità. Il materiale è stato messo alla prova a Tres Cantos, a pochi chilometri da Madrid, dove un campione sistemato sul tetto di un edificio ha fatto segnare una temperatura inferiore di 12,9 °C rispetto a una scatola di controllo. Quasi 13 gradi di differenza, quindi, ottenuti senza accendere nulla e senza collegare il materiale a una presa.

D’estate il caldo si affronta in tanti modi e alcuni sono anche piuttosto ingegnosi. Molto più raro è imbattersi in soluzioni capaci di funzionare senza alcuna fonte di energia esterna. Proprio qui sta l’aspetto più interessante della proposta spagnola. Non c’è un impianto da alimentare né un dispositivo da gestire, ma soltanto un materiale che svolge il proprio compito restando semplicemente esposto alla luce del sole.

Il test sul tetto alle porte di Madrid

La prova condotta a Tres Cantos si basa su un confronto facile da comprendere anche per chi non mastica scienza dei materiali. Da una parte c’è il campione realizzato con il polimero spagnolo e dall’altra una scatola di controllo che fa da termine di paragone. Entrambi vengono lasciati sotto il sole sullo stesso tetto e poi si misura quanto si scaldano. Un approccio di questo tipo permette di capire quanto incida davvero il nuovo materiale rispetto a una superficie che ne è priva.

Il risultato finale parla di 12,9 °C in meno per il campione, un valore che difficilmente passa inosservato. Parliamo infatti di superfici esposte al sole, cioè proprio quelle che nelle giornate estive accumulano più calore. Ottenere un abbassamento simile senza alcun consumo energetico è il motivo per cui questa ricerca sta attirando tanta attenzione, perché sposta il discorso dal raffrescamento attivo a una forma di raffreddamento passivo affidata interamente al materiale.

Il fatto che lo sviluppo sia avvenuto in Spagna non è un dettaglio secondario. Si tratta di un Paese che conosce bene le estati roventi e la zona di Madrid offre un banco di prova piuttosto severo per verificare come si comporta una superficie sotto un sole intenso. Il tetto di un edificio vero, poi, è uno scenario ben diverso da quello di un laboratorio chiuso, e proprio per questo i dati raccolti hanno un peso particolare.

Una possibile rivoluzione che mostra anche dei limiti

C’è chi parla già di rivoluzione e in effetti l’idea di rinfrescare un edificio senza consumare energia ha un fascino evidente. Le prove effettuate vicino alla capitale spagnola, però, non hanno messo in luce soltanto i punti di forza del materiale. Gli stessi test ne hanno evidenziato anche i limiti, un aspetto che non va trascurato quando si valuta una tecnologia ancora in fase di sperimentazione sul campo.

La sostanza del lavoro comunque non cambia. Un materiale sviluppato in Spagna è riuscito ad abbassare la temperatura di una superficie al sole senza utilizzare elettricità, e lo ha fatto in condizioni reali. Sul tetto dell’edificio di Tres Cantos il campione di polimero è risultato più freddo di 12,9 °C rispetto alla scatola di controllo collocata accanto a lui.

Fonte: TecnoAndroid

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