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Chi acquista pneumatici nuovi nota spesso due dettagli curiosi, cioè delle linee colorate che percorrono tutta la circonferenza della gomma e una serie di piccoli “peletti” che spuntano qua e là. Niente di tutto questo è lì per caso, anche se quasi nessun automobilista conosce davvero il motivo della loro presenza. Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, quelle strisce non sono un messaggio rivolto a chi guida, benché in qualche situazione particolare possano tornare comode anche a lui.
Pneumatici nuovi: peletti di gomma e strisce colorate, a cosa servono
I cosiddetti peletti sono semplici residui di gomma che restano sui fianchi e talvolta sul battistrada di ogni copertura appena vulcanizzata. Durante lo stampaggio la mescola cruda viene iniettata a pressione dentro uno stampo metallico dotato di scanalature e disegno. Lo stampo presenta minuscoli fori di sfiato da cui esce l’aria intrappolata e insieme a lei fuoriesce anche un piccolo eccesso di materiale. Quel surplus vulcanizza nello stesso momento del resto e forma filamenti lunghi pochi millimetri. Non hanno alcuna funzione e scompaiono dopo qualche chilometro.
Discorso diverso per le strisce colorate che compaiono sul profilo di molti modelli. Per il cliente possono valere come segnale di prodotto fresco di fabbrica e offrono una sorta di garanzia che le gomme non abbiano mai girato su strada. Se mancano, lo pneumatico proposto come nuovo in realtà è già stato utilizzato. Attenzione però, perché non tutte le coperture escono dalla fabbrica con queste linee.
Il punto è che quei segni, sulle gomme per auto come su quelle per moto, non sono pensati per l’acquirente. Si tratta piuttosto di un codice del produttore a uso interno. Le fasce colorate nascono durante la lavorazione e servono a evitare errori di assegnazione. In fondo funzionano come codici a barre che permettono al marchio di riconoscere il modello, lo stabilimento in cui è stato realizzato e la sua età. Un’informazione preziosa quando un certo lotto finisce coinvolto in un richiamo per un difetto. Le linee aiutano inoltre a distinguere le varie tipologie all’interno di magazzini enormi.
Il significato preciso lo conosce solo chi produce la gomma. La codifica non segue nessuno standard e cambia da un’azienda all’altra. Alcuni costruttori usano anche dei puntini colorati con un valore ancora diverso, mentre altri non applicano proprio nessuno di questi contrassegni.
La sigla sul fianco che conta davvero
Se una gomma non presenta fasce né puntini, oppure non mostra alcun segno colorato sul battistrada, non c’è motivo di allarmarsi perché nulla di tutto ciò riguarda il consumatore. I dati realmente utili per chi guida, come la larghezza o il diametro del cerchio, si trovano invece sul fianco dello pneumatico, nascosti dietro sigle all’apparenza criptiche come 205/55 R17 91V.
Il primo numero, 205, indica la larghezza del battistrada espressa in millimetri. Il 55 rappresenta la spalla, cioè un valore percentuale che mette in rapporto la larghezza con l’altezza compresa tra il cerchio e il battistrada. In questo caso equivale al 55% di 205, circa 112 millimetri.
La lettera R descrive la struttura della copertura, che qui è radiale. Il numero successivo indica il diametro del cerchio su cui viene montata, misurato in pollici, e un pollice corrisponde a 2,54 centimetri.
Il 91 è l’indice di carico, ovvero il peso massimo che una singola gomma può reggere, pari in questo esempio a 615 chili. La V chiude la sigla e rappresenta l’indice di velocità, cioè la velocità massima che lo pneumatico può sopportare per 10 minuti senza correre rischi. Nel caso specifico la V corrisponde a un massimo di 240 km/h.
Al momento di sostituire le gomme dell’auto bisogna sempre controllare questi codici fondamentali e confrontarli con le misure omologate riportate nella scheda tecnica della vettura.
Sulle coperture compare anche la data di fabbricazione, indicata da quattro cifre che corrispondono alla settimana e all’anno. La sequenza 4714, per esempio, significa che quella gomma è stata prodotta nella settimana 47, quindi a novembre, del 2014.
Fonte: TecnoAndroid


