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Un sistema stellare con una coda che ricorda quella di un gatto, così lunga da superare i 200 mila miliardi di gatti messi in fila uno dietro l’altro. Il paragone strappa un sorriso ma descrive una struttura reale e gigantesca, che si estende nello spazio a partire dalla stella e che ora è stata finalmente osservata nella luce visibile. Dietro la sua origine potrebbe esserci un evento tutt’altro che tranquillo, cioè uno scontro tra pianeti.
Il confronto con i felini non ha alcun valore scientifico, ovviamente. Serve però a dare un’idea delle proporzioni in gioco, perché quando le distanze diventano astronomiche anche i numeri smettono di dire qualcosa a chi non lavora con telescopi e calcoli tutto il giorno. Immaginare una fila di gatti lunga 200 mila miliardi di esemplari rende bene il concetto di una scia che si allunga per una distanza enorme, molto più grande di qualsiasi cosa sia possibile visualizzare a occhio.
Una coda scura e difficile da vedere
Il dettaglio più interessante riguarda la composizione di questa lunga scia. La coda è formata da materiale scuro a base di carbonio, e proprio questa caratteristica l’ha resa per molto tempo quasi invisibile agli strumenti che lavorano nella luce visibile. Un materiale scuro riflette poca luce, quindi tende a confondersi con lo sfondo nero dello spazio. È un po’ come cercare una macchia di fuliggine su una lavagna, di notte.
Per questo motivo fotografare la struttura nella banda visibile è stata un’impresa complicata, almeno fino a oggi. Il fatto che ora sia stato possibile catturarla rappresenta un passo importante, perché permette di osservare con i propri occhi, per così dire, qualcosa che fino a poco tempo fa restava nascosto. Non si tratta quindi solo di un’immagine suggestiva, ma della prova concreta che questa coda esiste ed è abbastanza estesa da poter essere ripresa anche nonostante il suo colore così poco brillante.
La natura carboniosa del materiale aggiunge un ulteriore elemento al quadro. Il carbonio è uno dei mattoni fondamentali dei corpi rocciosi, e trovarne così tanto disperso in una scia così lunga suggerisce che da qualche parte, in quel sistema, qualcosa si sia frantumato e abbia liberato una quantità enorme di detriti.
L’ipotesi dei pianeti in collisione
Ed è qui che entra in gioco la spiegazione più affascinante. Secondo l’ipotesi avanzata, la responsabilità di questa coda potrebbe essere di alcuni pianeti in collisione. Un impatto tra corpi celesti di quelle dimensioni avrebbe la forza necessaria per sbriciolare roccia e materiale in quantità colossali, lanciandoli nello spazio circostante. Quei frammenti, a loro volta, potrebbero essersi distribuiti lungo una traiettoria allungata, dando forma alla scia che oggi ricorda tanto la coda di un gatto.
Va detto che si parla di una possibilità e non di una certezza. L’idea dello scontro planetario è considerata una delle spiegazioni plausibili, ma il condizionale resta d’obbligo. Quello che è chiaro è che il sistema stellare in questione ospita una struttura insolita, composta da materiale scuro e carbonioso, che si estende per una distanza paragonabile a 200 mila miliardi di gatti e che ora, per la prima volta, si è lasciata catturare nella luce visibile.
Fonte: TecnoAndroid


