Quasi 400 siti pirata sono finiti nel mirino di un’operazione internazionale che, a poche settimane dalle fasi decisive dei Mondiali, ha messo fine alla distribuzione illegale di partite e altri eventi sportivi in streaming. Un colpo coordinato tra le autorità statunitensi ed Europol che racconta bene quanto sia diventato serio il problema della pirateria sportiva online. Tutto avvenuto settimane fa ma venuto a galla solo ora.
Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha guidato l’intervento, mettendo nel mirino circa 400 domini usati per trasmettere senza alcuna autorizzazione competizioni e match. Numeri importanti, che danno la misura di un fenomeno ormai globale e tutt’altro che marginale.
Un blitz su scala mondiale
L’operazione non si è limitata a un singolo Paese. Ha coinvolto più territori, con un coordinamento che ha visto al lavoro insieme il Dipartimento di Giustizia americano ed Europol, l’agenzia che si occupa di crimine a livello europeo. L’obiettivo era chiaro fin dall’inizio, ossia colpire la rete di siti che approfittano dei grandi appuntamenti sportivi per attirare utenti con la promessa di guardare tutto gratis.
E i Mondiali, com’era prevedibile, rappresentano il momento perfetto per chi gestisce queste piattaforme. Più cresce l’attesa attorno alle partite, più aumenta il traffico verso i portali illegali. Per questo le autorità hanno deciso di intervenire proprio adesso, quando l’interesse del pubblico tocca i livelli più alti.
I rischi nascosti dietro lo streaming illegale
C’è poi un aspetto che spesso passa in secondo piano, ma che le autorità tengono a sottolineare. Affidarsi a questi siti pirata non significa soltanto violare il diritto d’autore. Vuol dire anche esporsi a rischi concreti dal punto di vista della sicurezza informatica.
Chi naviga su queste piattaforme può imbattersi in malware, finestre pop up che nascondono insidie, tentativi di phishing e raccolta non autorizzata di dati personali. In pratica, il prezzo di una partita guardata gratis può rivelarsi molto più alto del previsto, soprattutto quando ci si ritrova con il dispositivo compromesso o con informazioni sensibili finite nelle mani sbagliate.
Il sequestro di questi domini punta proprio a ridurre la portata di queste minacce, oltre che a tutelare i diritti di trasmissione legati ai grandi eventi. Un lavoro che, vista la portata della rete smantellata, richiede una vigilanza costante e una collaborazione tra le autorità di diversi continenti.