Il frinire che riempie l’aria nelle giornate più calde nasce da un dettaglio curioso, la cicala che canta è sempre e solo il maschio. La femmina, semplicemente, non ha lo strumento per farlo. Un particolare che spesso sfugge, ma che spiega bene perché quel suono così insistente arrivi da metà degli esemplari e non da tutti. E dietro quel rumore, capace di superare i 100 decibel, c’è una storia che parte da molto lontano, addirittura da sottoterra.
Perché soltanto i maschi cantano
Il frinire tipico dell’estate è un affare esclusivamente maschile. Specie come la Cicada orni, quella che si trova spesso tra gli uliveti, oppure la Lyristes plebejus che popola le pinete, producono il loro caratteristico suono grazie a un organo particolare collocato sull’addome. Le femmine ne sono prive, o meglio, non lo possiedono in forma completa, quindi restano in silenzio. Il maschio invece lo usa senza risparmiarsi, arrivando a livelli sonori davvero notevoli.
Per rendere l’idea, superare i 100 decibel significa avvicinarsi al volume di un concerto o di un macchinario industriale. Tutto questo prodotto da un insetto che, prima di arrivare a cantare sotto il sole, ha vissuto un percorso decisamente lungo e nascosto. Perché la parte più sorprendente della vita di questi animali non avviene alla luce, ma parecchio più in basso.
Anni al buio prima del canto
Quello che rende affascinante la cicala è il tempo trascorso lontano dai nostri occhi. Prima di emergere e riempire le giornate estive con il loro frinire, questi insetti passano anni interi sottoterra, al buio, sviluppandosi lentamente. Un’attesa lunghissima che rende ancora più intenso il momento in cui finalmente escono allo scoperto per la fase adulta.
Chi si trova di fronte a una di queste creature, magari in giardino, appoggiata a un tronco o addirittura vicino alla piscina, non deve preoccuparsi più di tanto. Non si tratta di animali pericolosi né aggressivi. Il consiglio, in caso di incontro ravvicinato, è semplicemente quello di lasciarle stare, evitando di disturbarle o di spostarle bruscamente. Se una cicala finisce in acqua, può bastare avvicinarle un supporto come una foglia o un rametto per permetterle di risalire e riprendere il volo.