In questo articolo Indice dei contenuti 1 sezione

Piracy Shield: ecco le recenti richieste in merito
Secondo la CCIA Europe, il sistema manca di trasparenza. È stato sviluppato in modo poco inclusivo, con il coinvolgimento esclusivo di pochi attori vicini al mondo del calcio. Inoltre, opera senza un vero controllo. Il fatto che le segnalazioni partano quasi esclusivamente da un numero ristretto di soggetti e che gli ordini di blocco vengano eseguiti in meno di mezz’ora, senza possibilità di verifica o contraddittorio, pone un rischio concreto. Sia per la libertà di espressione che per il libero mercato digitale.
Un altro elemento preoccupante è rappresentato dalla possibilità di bloccare interi servizi online, anche legittimi. Ciò a causa di errori di configurazione o condivisione di indirizzi IP. Un caso emblematico è quello di Google Drive, oscurato per alcuni utenti italiani in modo del tutto ingiustificato. Ciò dimostra quanto fragile e impreciso possa essere tale approccio.
. Alla luce di tali criticità, appare evidente che il blocco tecnico non può essere la soluzione definitiva alla pirateria online. Una strategia più efficace e rispettosa dei diritti digitali dovrebbe concentrarsi sull’individuazione e sulla rimozione diretta dei contenuti illeciti alla fonte. Intervenendo su chi effettivamente carica e distribuisce materiale protetto. Solo in tal modo sarà possibile proteggere il diritto d’autore senza sacrificare la libertà e la neutralità della rete.
Fonte: TecnoAndroid








