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Un problema che secondo le associazioni deve essere risolto tempestivamente al fine di proteggere i consumatori. Scopriamo i dettagli dell’indagine.
PFAS: percentuali elevate nei prodotti di uso quotidiano
Tessuti per la cucina, articoli per l’arredamento, prodotti per la cura personale ma anche materiali utilizzati per conservare gli alimenti. Prodotti che sono presenti in tutte le case di cittadini italiani e non e ora sono al centro dell’indagine che Altroconsumo e altre otto associazioni hanno effettuato.
Nello specifico, l’indagine rende noto come il 30% di 229 prodotti di uso comune contenga PFAS, ma non solo. Il 21% di questi contiene PFAS che purtroppo sembrerebbero non seguire la normativa dell’Unione Europea che sarà in vigore a partire dal 2026.
I dati ottenuti, dunque, mettono in evidenza che il 30% (68 su 229) è contaminato da PFAS, mentre una numero pari al 70% risulta esserne privo. Per quanto riguarda l’Italia sappiamo che su 59 prodotti esaminati, il 24% contiene PFAS e il 17% non risulta essere conforme con la nuova normativa europea. Questi sembrerebbero essere tessuti per la casa ma non mancano alcuni articoli dedicati alla cura personale. Purtroppo la principale problematica della presenza dei PFAS è legata agli effetti sulla salute dell’uomo.
L’obiettivo di Altroconsumo, dunque, è quello di ottenere delle risposte con conseguenti azioni che possano porre fine a questa problematica che interessa tutti i consumatori, visto che sul mercato sono disponibili alternative completamente prive di tali sostanze.










