In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni
Orlando Bloom era il bersaglio preferito degli scherzi sul set de Il Signore degli Anelli, e il motivo ha poco a che vedere con il carattere e molto con il suo personaggio. L’attore britannico, che nella trilogia di Peter Jackson ha dato il volto all’elfo Legolas, ha raccontato di essere stato preso in giro dai colleghi per tutta la durata delle riprese per un dettaglio che lo rendeva diverso da tutti gli altri. Quattordici mesi passati fianco a fianco in Nuova Zelanda hanno creato un legame fortissimo tra i membri del cast, al punto che la compagnia dell’anello è esistita davvero, sia sullo schermo sia lontano dalle telecamere.
Il cast era di quelli che oggi fanno impressione. Elijah Wood, Ian McKellen, Viggo Mortensen, Cate Blanchett e molti altri interpreti hanno continuato a costruire carriere piene di successi, ma tutti concordano su un punto: quell’esperienza è stata qualcosa di unico e impossibile da dimenticare. Forse con una piccola eccezione, almeno a sentire Bloom, che ovviamente ne parla col sorriso.
Perché Orlando Bloom era sempre preso in giro
L’attore, noto anche per la saga di Pirati dei Caraibi, ha ripercorso la propria carriera durante un incontro alla Fan Expo di Chicago lo scorso agosto. Ricordando quanto si divertisse con i compagni di set, ha spiegato di essere diventato il bersaglio della maggior parte degli scherzi per una ragione molto semplice: non si sporcava mai. Legolas, del resto, resta sempre immacolato. Secondo il suo racconto Viggo Mortensen adorava commentare i suoi bei capelli, il viso, le mani e le unghie perfettamente pulite. Una situazione che lo stesso Bloom ha definito davvero divertente.
Non è la prima volta che la cosa salta fuori. Già nei commenti audio delle edizioni estese i due attori ci scherzavano sopra. Mentre Mortensen trascorreva ore coperto di fango, sangue finto e sudore per interpretare Aragorn, arrivando persino a dormire nel bosco o a lavarsi da solo i vestiti da cavaliere, Bloom lasciava il set praticamente intatto. Dietro quell’aspetto impeccabile c’erano però lunghe sessioni di acconciatura e di sistemazione delle protesi, perché orecchie e parrucca non mostrassero il minimo difetto.
Il surf con gli hobbit e la famiglia di amici
Tra i passatempi preferiti di una parte del cast c’era il surf, uno sport che Bloom non aveva mai praticato e che ha imparato proprio in quei mesi insieme a Elijah Wood, Sean Astin, Dominic Monaghan e Billy Boyd. L’attore ha raccontato di aver proposto inizialmente moto da cross per girare tra le colline, poi mountain bike, ricevendo sempre un secco no da Boyd. Alla fine è arrivata l’idea del surf, accolta con entusiasmo. A suo dire Billy era probabilmente il più giudizioso del gruppo. Affittavano una piccola baita, preparavano il barbecue e passavano il tempo tra le onde, in un’atmosfera che Bloom descrive come magica. Aveva 20 o 21 anni, erano tutti giovanissimi e si sentivano come una famiglia di amici.
Qualche anno più tardi l’attore è tornato nei panni di Legolas in due capitoli della trilogia de Lo Hobbit, sempre diretta da Peter Jackson: Lo Hobbit: La desolazione di Smaug, uscito nel 2013, e Lo Hobbit: La battaglia delle cinque armate, arrivato nel 2014. Non compare invece nella serie Gli Anelli del Potere di Prime Video e, a quanto pare, non farà parte nemmeno del nuovo film della saga dedicato alla caccia a Gollum, diretto da Andy Serkis e atteso nelle sale nel 2027.
Il franchise nato dall’opera di J.R.R. Tolkien è tutt’altro che esaurito, anzi intorno a esso si sta costruendo un intero universo. Spesso considerato uno dei pilastri del genere fantasy, per molto tempo era stato ritenuto impossibile da portare al cinema. Le tre pellicole furono girate una dopo l’altra in Nuova Zelanda in 14 mesi. La Compagnia dell’Anello debuttò nel 2001 tra curiosità, emozione e anche un po’ di scetticismo, ottenendo un’accoglienza straordinaria. Le due torri e Il ritorno del re seguirono nel 2002 e nel 2003, e l’ultimo capitolo è entrato nel ristretto gruppo dei tre film più premiati nella storia degli Oscar con 11 statuette, compresa quella per il miglior film.
Fonte: TecnoAndroid


