OpenAI Codex fa un salto in avanti piuttosto significativo. Quella che fino a poco tempo fa era un’app dedicata alla programmazione agentica si trasforma adesso in qualcosa di molto più ambizioso: uno strumento capace di controllare il computer, interagire con le applicazioni installate e lavorare in autonomia senza disturbare chi sta usando la macchina. L’aggiornamento, rilasciato il 17 aprile 2026, rappresenta una sorta di antipasto della futura super app che dovrebbe combinare Codex con ChatGPT e Atlas. E la sensazione è che OpenAI, guidata da Sam Altman, stia puntando dritto a sottrarre utenti al popolare Claude Code di Anthropic.
Le app di Codex per macOS e Windows esistevano già da qualche mese (disponibili rispettivamente da inizio febbraio e inizio marzo), ma questo nuovo pacchetto di funzionalità cambia parecchio le carte in tavola. Il cuore resta lo sviluppo software, certo. Però adesso gli sviluppatori hanno a disposizione il cosiddetto “computer use”: in pratica, OpenAI Codex è in grado di vedere lo schermo, cliccare, digitare e utilizzare le applicazioni installate sul Mac, tutto in background. Agenti multipli possono operare in parallelo, il che è utile per esempio quando si vuole valutare una modifica al frontend o testare un’applicazione senza interrompere il proprio flusso di lavoro.
Browser integrato, generazione immagini e oltre 90 plugin
C’è poi un browser in-app che permette di intervenire sugli elementi di una pagina web semplicemente lasciando istruzioni sotto forma di commenti all’agente. Grazie al modello gpt-image-1.5, Codex può anche generare e modificare immagini. E per chi lavora con ecosistemi complessi, sono disponibili oltre 90 plugin per integrazioni con app e server MCP: tra i nomi più rilevanti ci sono Atlassian Rovo, CircleCI, CodeRabbit, GitLab Issues, Microsoft Suite, Neon di Databricks, Remotion, Render e Superpowers.
Sul fronte degli strumenti per lo sviluppo, OpenAI Codex introduce la possibilità di rispondere ai commenti delle revisioni di GitHub, eseguire più schede del terminale contemporaneamente e connettersi a server di sviluppo remoti tramite SSH. I file possono essere aperti direttamente nella barra laterale, con anteprime dettagliate per PDF, fogli di calcolo, presentazioni e documenti. Un nuovo riquadro di riepilogo aiuta a tenere sotto controllo piani, sorgenti e artefatti generati dall’agente.
Automazioni, memoria e disponibilità in Europa
Le automazioni sono state estese per consentire il riutilizzo delle conversazioni precedenti, mantenendo intatto il contesto già creato. OpenAI Codex può adesso pianificare in autonomia le attività future e riattivarsi automaticamente per portare avanti compiti a lungo termine. Questo è il tipo di funzionalità che, nella pratica quotidiana, fa una differenza enorme per chi gestisce progetti complessi.
Da segnalare anche l’anteprima di una funzione di memoria, attivabile su base volontaria (opt-in), che consente a Codex di ricordare preferenze personali, correzioni applicate in passato e altre informazioni utili. Le funzionalità di personalizzazione, inclusi i suggerimenti contestuali e la memoria stessa, saranno presto disponibili anche per gli utenti Enterprise ed Edu, oltre che in Europa e nel Regno Unito. La funzionalità “computer use” è al momento attiva solo su macOS, ma l’estensione agli utenti europei e britannici è prevista a breve.