OnePlus continua a far discutere per la sua uscita di scena dal mercato europeo, e non certo per i motivi che ci si aspetterebbe da un addio ordinato. Dietro le chiusure degli uffici e i licenziamenti annunciati nei mesi scorsi si stanno accumulando grattacapi ben più concreti per chi ha comprato i suoi prodotti, soprattutto quando arriva il momento di far valere assistenza e garanzia. Negli ultimi tempi le segnalazioni degli utenti sono aumentate parecchio, e due storie raccontate su Reddit rendono bene l’idea di quanto la transizione stia scricchiolando.
Cosa sta succedendo con la ritirata dall’Europa
Il quadro generale lo conosciamo già. OnePlus, o meglio Oppo che ne tira le fila, ha scelto una ritirata drastica dal Vecchio Continente. Chiusura di sedi, personale mandato a casa e lo store ufficiale ormai svuotato di buona parte del catalogo. Facile immaginare che un cambiamento del genere non sarebbe filato liscio, e infatti così è stato. Il problema più fastidioso riguarda proprio chi ha un prodotto ancora coperto ma si ritrova senza un vero canale per riparazioni o sostituzioni. Il magazzino si assottiglia, i pezzi non si trovano più e le soluzioni offerte lasciano l’amaro in bocca.
Il caso più chiacchierato riguarda un cliente che si era portato a casa un paio di OnePlus Buds 2, ricevuti in omaggio insieme all’acquisto di uno smartphone OnePlus 13. Poco prima che scadesse la garanzia gli auricolari hanno smesso di funzionare e sono finiti in assistenza. Fin qui niente di strano. L’azienda ha pure confermato che andavano sostituiti. Peccato che poi sia arrivata la doccia fredda: la sostituzione non era possibile perché quel modello non è più in produzione. Ripararli nemmeno se ne parla, visto che stiamo parlando di prodotti che in fondo sono usa e getta.
Il voucher che non serve a niente
Come compenso, OnePlus ha deciso di rilasciare all’utente un voucher da 199 euro. Sulla carta una cifra generosa, considerando che quegli auricolari giravano intorno ai 100 euro. Il problema salta fuori quando si prova a usarlo. Lo Store ufficiale è ormai vuoto sul fronte degli indossabili, restano praticamente solo smartphone che costano molto di più. E come se non bastasse il voucher non vale sui prodotti già in promozione, quindi le possibilità di spenderlo davvero si riducono all’osso.
L’utente ha tentato la carta della trattativa, provando ad esempio a proporre una riparazione del display sullo smartphone della moglie in cambio del credito. Niente da fare. Nessuna apertura, nessuna alternativa concreta. Un buono che sulla carta vale il doppio del prodotto perso, ma che nella pratica resta bloccato tra scaffali vuoti e clausole che ne limitano l’uso.