Rilevare le persone in casa sfruttando il segnale WiFi del router è una possibilità concreta, non un trucco da fantascienza. Suona strano detto così, eppure funziona davvero, e per giunta senza spendere una fortuna. In una casa piena di dispositivi intelligenti che seguono routine preimpostate ed eseguono compiti al momento giusto, l’idea di usare le onde radio già presenti tra le mura per capire dove ci si trova apre scenari interessanti. Alcuni sistemi arrivano a regolarsi in totale autonomia proprio in base alla posizione delle persone dentro una stanza.
Il caso più recente è quello del nuovo ventilatore Dyson, capace di orientare il flusso d’aria seguendo gli spostamenti di chi si muove nell’ambiente. Comodo, senza dubbio. Il problema è che spesso queste funzioni si appoggiano a telecamere integrate, e qui la faccenda si complica. La privacy resta il nodo dolente. Tecnologie come quella firmata Dyson usano l’intelligenza artificiale soltanto per monitorare i movimenti, senza identificare nessuno, ma la percezione di molti utenti è un’altra. Avere un occhio elettronico puntato addosso, per quanto discreto, mette a disagio. Da qui l’interesse verso un’alternativa che di occhi non ne ha proprio nessuno.
Occhiali a raggi X? No, solo onde radio
Chi ha una certa età ricorderà i mitici occhiali a raggi X pubblicizzati sulle pagine di Topolino, quelli che promettevano di far vedere attraverso i muri e i vestiti. Pubblicità ingannevole, ovviamente. Solo che stavolta non parliamo di un giocattolo. Lo youtuber Talking Sasquach ha messo insieme un sistema che sfrutta i segnali WiFi domestici per rilevare la presenza delle persone, perfino attraverso le pareti. Proprio come quegli occhiali che tanti hanno sognato da bambini.
Al netto delle battute, il principio dietro tutto questo è più semplice di quanto sembri. Il corpo umano è composto per circa il 60 per cento di acqua, e l’acqua interagisce con le onde radio riflettendole e assorbendole. Quando qualcuno si sposta in una stanza, la propagazione del segnale WiFi cambia leggermente. Analizzando queste piccolissime variazioni, il dispositivo riesce a capire dove si trova una persona, anche quando questa è in un altro locale della casa. Niente immagini, niente riprese, solo dati grezzi sul modo in cui il segnale rimbalza tra i mobili e le pareti.
Una soluzione a basso costo per il rilevamento in casa
Il bello di questo approccio è la spesa contenuta. Nessun hardware costoso, nessun sensore particolare da installare in giro per le stanze. Serve sfruttare quello che quasi tutti hanno già in casa, cioè il router e la sua rete wireless. Un progetto pensato più per gli smanettoni che per l’utente medio, va detto, ma che dimostra quanto si possa fare con strumenti alla portata di chiunque abbia voglia di sperimentare.
Il rilevamento delle persone senza telecamere apre la strada a una domotica più rispettosa dello spazio personale. Le automazioni della casa smart possono comunque attivarsi quando qualcuno entra o esce da una stanza, senza però che ci sia un obiettivo a inquadrare i movimenti. Un compromesso che tanti troveranno più digeribile rispetto alle soluzioni tradizionali, soprattutto chi diffida di qualsiasi cosa somigli a una videocamera piazzata in salotto.