Chi possiede uno smartphone Samsung conosce bene quella sensazione di fastidio quando, nel bel mezzo della giornata, arriva l’ennesima notifica promozionale da un’app che magari si usa una volta ogni tanto. Con One UI 8.5 la musica cambia, perché l’azienda ha messo a punto una funzione pensata proprio per ridurre quegli annunci che arrivano via notifica, una tecnica un po’ subdola che sempre più produttori e sviluppatori usano per attirare l’attenzione.
Il cuore della novità è un algoritmo intelligente che tiene d’occhio le app troppo invadenti e le limita in automatico. Non parliamo di qualcosa costruito da zero, ma di un’evoluzione del meccanismo Deep Sleep che già conoscevamo dalle versioni precedenti della One UI. La differenza sta tutta nell’automazione. Prima toccava all’utente decidere quali applicazioni mettere a riposo, ora ci pensa direttamente il sistema a individuarle e a intervenire.
Come funziona il nuovo Deep Sleep automatico
Con il vecchio Deep Sleep bastava infilare manualmente le app in una modalità che ne limitava l’attività in background. Adesso è il telefono stesso a fare il lavoro sporco, riconoscendo da solo quali programmi esagerano con le notifiche. Va detto però che non si tratta di una magia istantanea. Ci vuole un po’ di tempo prima che la funzione diventi davvero efficace, perché ha bisogno di raccogliere dati a sufficienza per capire come vengono usate le varie applicazioni e quali abitudini ha chi tiene in mano lo smartphone.
Una volta attivata, la cosa procede da sola. Il sistema monitora il comportamento delle app e, quando serve, le sposta in modalità Deep Sleep per fermare quell’attività indesiderata. C’è un dettaglio importante da chiarire, però. L’obiettivo non è eliminare la pubblicità che compare dentro le app, ma ridurre il numero di notifiche promozionali che queste sparano fuori.
Il trucco del DNS privato contro i banner pubblicitari
Per chi invece volesse limitare anche i banner pubblicitari veri e propri, esiste un’altra strada. Si chiama DNS privato ed è disponibile sia sui Galaxy con l’ultima One UI sia sulla stragrande maggioranza degli smartphone Android. Il concetto è semplice da spiegare. In pratica si imposta un server DNS diverso da quello che fornisce l’operatore di rete, scegliendone uno capace di filtrare in automatico il traffico che arriva dai network pubblicitari.
Diversi nomi noti tra i fornitori di ad blocker, come Adguard, mettono a disposizione un loro DNS proprio per questo scopo. Una volta configurato, il filtraggio lavora in background senza che ci sia bisogno di metterci mano ogni volta.