Nintendo potrebbe presto ritrovarsi da sola a difendere i giochi fisici, ora che Sony ha deciso di chiudere i rubinetti. La casa di PlayStation smetterà di produrre copie su supporto fisico a partire dal 2028, e la notizia ha subito acceso una domanda semplice: e gli altri? Perché quando un colosso del genere molla il colpo, viene naturale chiedersi cosa faranno i concorrenti, a partire proprio dalla società giapponese.
Non è che si tratti di una svolta arrivata all’improvviso. Da anni le copie fisiche vendono meno, molto meno, e non c’è granché che faccia pensare a un’inversione di rotta. Matt Piscatella, analista di Circana che il settore lo conosce a menadito, lo dice chiaro: il calo delle vendite di videogiochi su supporto fisico va avanti da parecchio tempo. In quest’ottica la mossa di Sony sembra più il punto d’arrivo di un percorso lungo che una decisione presa di getto. E qui entra in scena Nintendo, che pare avere in testa tutt’altra idea.
Perché Sony chiude e cosa cambia davvero
Piscatella non gira intorno alla questione e prospetta cambiamenti concreti. Se il software continua a scivolare verso il download digitale, diventa sempre più realistico immaginare console pensate solo per quel tipo di distribuzione, senza lettore, senza dischi, niente di niente. E in questo scenario finiscono per essere citate anche le piattaforme del futuro, quelle che erediteranno il testimone delle attuali PlayStation e Xbox.
Il punto è che Nintendo, quando si parla di queste dinamiche, va trattata a parte. L’azienda viene vista da sempre come un caso particolare, poco propensa a cambiare rotta solo perché lo fanno gli altri. Lo stesso Piscatella ritiene improbabile che le scelte di Sony o Microsoft possano influenzare in modo diretto i piani di casa Nintendo. Fanno storia a sé, insomma.
Gli scaffali dei negozi restano un terreno amico
C’è poi un altro dettaglio che rende la posizione dell’azienda ancora più solida. Molti rivenditori, negli ultimi tempi, hanno allargato lo spazio dedicato ai prodotti Nintendo, rafforzando una presenza nei negozi che invece per altri marchi si sta assottigliando. Questo potrebbe permettere alla società di tenere in vita più a lungo il legame con la distribuzione tradizionale, quella fatta di scaffali e confezioni vere.
Attenzione però, non vuol dire che tutto resterà identico. Le scatole potrebbero continuare a occupare gli scaffali, sì, ma con dentro sempre più codici digitali al posto delle cartucce o dei dischi veri e propri. Potrebbero moltiplicarsi anche le edizioni speciali, gli oggetti da collezione e i contenuti esclusivi, quel genere di cose che chi ama il fisico è disposto a cercare. Così, in un mercato che ormai non riesce più a resistere al richiamo del digitale, Nintendo potrebbe restare l’ultima grande protagonista a conservare una sua identità nei negozi fisici, con Sony che di fatto le lascia campo libero.