La scelta di PlayStation di dire addio ai giochi su disco a partire dal gennaio 2028 ha fatto rumore, e non poteva essere altrimenti. Quando un colosso come Sony decide di chiudere un capitolo lungo decenni, il segnale che manda al resto dell’industria è chiaro. Il formato fisico, quello che ha accompagnato generazioni di giocatori dalle prime console fino a oggi, sta per uscire di scena, almeno per quanto riguarda la casa giapponese.
L’annuncio ha immediatamente acceso una discussione più ampia. Non si parla soltanto di PlayStation, ma di dove stia andando l’intero comparto videoludico. Perché quando un attore così importante prende una direzione così netta, viene naturale chiedersi se gli altri seguiranno a ruota oppure no. E qui entra in gioco il nome che tutti aspettavano di sentire.
Nintendo e la strada del formato fisico
Se Sony ha ormai deciso di puntare tutto sul digitale, c’è chi è convinto che Nintendo non seguirà lo stesso percorso. La previsione che circola parla di una casa di Kyoto ancora legata al formato fisico, intenzionata a mantenere vivo un modo di vendere i giochi che per molti resta insostituibile.
Non è una posizione strana, se ci si pensa. Nintendo ha sempre avuto una sua identità precisa, spesso in controtendenza rispetto alle scelte dei concorrenti. Mentre PlayStation guarda verso un ecosistema completamente digitale, l’azienda potrebbe scegliere di continuare a offrire cartucce e supporti tangibili, quel tipo di prodotto che tanti collezionisti e appassionati continuano a preferire.
La differenza tra le due filosofie diventa quindi evidente. Da una parte una Sony proiettata verso il futuro senza dischi, con una data ben precisa che segna la fine di un’epoca. Dall’altra una Nintendo che, secondo le previsioni, sembra voler mantenere un piede saldo nella tradizione, senza abbandonare chi ancora ama tenere in mano una copia fisica del proprio gioco preferito.
Il 2028 diventa così una specie di spartiacque. Da un lato il modello che PlayStation ha scelto di abbracciare in pieno, dall’altro l’approccio più prudente e legato al passato che tanti attribuiscono alla concorrente di sempre. Due visioni distinte per lo stesso mercato, che nei prossimi anni potrebbero dividere ancora di più il pubblico tra chi preferisce il tutto digitale e chi invece continua a cercare il piacere del supporto fisico.