Obsidian Entertainment non ce l’ha fatta a restare fuori dalla scure che si è abbattuta su Xbox. Lo studio, che negli ultimi anni sembrava intoccabile mentre attorno cadevano teste su teste, è finito comunque nel mirino dei tagli. All’inizio non figurava nemmeno nel comunicato firmato dalla CEO Asha Sharma sui licenziamenti di massa, ma poi le cose sono cambiate. A raccontare cosa è successo sono stati diversi dipendenti ed ex dipendenti, con una serie di post finiti sui social. Il numero preciso resta ancora nebuloso.
I nomi che hanno lasciato lo studio
Quattro sviluppatori hanno deciso di mettere nero su bianco la propria esperienza su LinkedIn, poi rimbalzata anche su X. Fa impressione il caso di Daniel Alpert, artista rimasto in Obsidian per 21 anni. Sul suo curriculum ci sono pezzi di storia del gioco di ruolo occidentale: Neverwinter Nights 2, i DLC di Fallout New Vegas, Alpha Protocol e, di recente, The Outer Worlds 2. Sul versante opposto invece c’è l’ingegnere Wenzheng Huang, arrivato in azienda soltanto a maggio. Una permanenza brevissima, chiusa quasi subito.
Oltre a loro due, tra chi ha salutato figurano il designer di aree Tyler McCombs e il communications producer Geoffrey Fogle. Ha reso pubblica la propria uscita anche lo sceneggiatore Jay Turner, che con lo studio aveva firmato solo Avowed, ma la cui carriera affonda le radici nell’epoca d’oro di BioWare, con crediti su Jade Empire, Dragon Age Origins, Mass Effect 2 e tanti altri titoli. Un profilo di quelli che lasciano il segno, insomma.
Un conteggio ancora aperto
Nel gruppo dei licenziamenti rientrano pure l’artista di Pentiment Soojin Paek, i narrative designer di Avowed A.K. Fedeau e Katie Tenney, oltre all’area designer sempre di Avowed Bre Seale. Facendo la somma, al momento si arriva a nove persone. Ma il quadro potrebbe essere più ampio. Sia Turner sia la narrative lead Kate Dollarhyde, che è rimasta in azienda, hanno descritto i tagli come pesanti per portata. Segno che qualcun altro, con ogni probabilità, è stato coinvolto senza farsi avanti sui social.
C’è poi un dettaglio normativo che aiuta a inquadrare i numeri. Trattandosi di una realtà con oltre 100 dipendenti, 285 nel 2025 per la precisione, Obsidian sarebbe obbligata dal WARN Act a comunicare in anticipo eventuali tagli superiori alle 50 unità. Il tracker californiano del WARN Act al momento non registra alcuna segnalazione da parte dello studio. Questo colloca la cifra reale dei licenziamenti in una forbice che va da nove a 49 persone.
C’è qualcosa di amaro in tutta questa vicenda. Obsidian aveva fatto esattamente ciò che sembrava chiedere Xbox, ovvero sfornare giochi a raffica per alimentare il catalogo di Game Pass. E lo aveva fatto con un ritmo che non ha quasi eguali nell’industria moderna. Cinque titoli in cinque anni, dal 2020 al 2025. Un lavoro portato avanti alla lettera, seguendo il mandato ricevuto. Eppure, nonostante quei risultati, la mannaia dei tagli è calata lo stesso.