My Hero Academia: All’s Justice approda finalmente anche su Nintendo Switch 2, completando così il giro di tutte le piattaforme su cui i fan aspettavano di metterci le mani. Bandai Namco ha annunciato una data precisa e, soprattutto, una versione costruita per sfruttare alcune delle funzioni più chiacchierate della nuova console di casa Nintendo. Per chi segue l’anime e il manga, è una notizia che pesa più di quanto sembri.
Il debutto avverrà in Giappone con un giorno di anticipo rispetto al resto del mondo, ma parliamo di una distanza minima che non rovina la festa. Anzi, per un marchio globale come questo, tenere le uscite ravvicinate serve a far sì che la conversazione tra appassionati resti compatta, senza che qualcuno debba schivare anticipazioni indesiderate sui social per giorni interi.
Cosa cambia nella versione per Nintendo Switch 2
La versione pensata per Switch 2 non si limita a riproporre lo stesso pacchetto delle altre piattaforme. Bandai Namco ha aggiunto dei minigiochi gratuiti che, va detto subito, non sono il cuore dell’esperienza. Quella resta saldamente ancorata al picchiaduro in arena 3D. Però danno alla versione Nintendo un sapore leggermente diverso, qualcosa in più da offrire a chi sceglie proprio quella console.
Il dettaglio che farà drizzare le antenne a chi segue da vicino l’evoluzione della macchina Nintendo è il supporto a GameShare e GameChat. Qui si capisce l’intenzione: spingere il gioco come esperienza da condividere localmente, magari in piccoli gruppi, e non semplicemente come un adattamento tecnico fatto e finito. Se GameShare verrà implementato bene, potrebbe diventare una porta d’ingresso comoda per chi conosce a memoria l’anime ma di solito non frequenta il genere.
L’arco finale e il lavoro sul roster
Dietro lo sviluppo c’è Byking, studio già legato ai precedenti capitoli del franchise, che riprende il collaudato modello delle battaglie 3 contro 3 e lo applica all’arco conclusivo della storia. Tradotto in pratica significa un roster più ampio, scontri più spettacolari e un peso narrativo decisamente superiore rispetto al classico episodio celebrativo buttato lì per accontentare i fan.
Proprio l’adattamento del finale è il punto più delicato. Il gioco dovrà rendere leggibili scontri molto corali, mantenendo il peso dei Quirk e la riconoscibilità dei personaggi, senza ridurre tutto a una sfilza di mosse speciali una dietro l’altra. Non è una sfida banale, considerando quanto siano affollate certe sequenze dell’opera originale.
C’è poi una lettura più ampia da fare. La scelta di portare un anime game riconoscibile e firmato Bandai Namco su Switch 2 si inserisce in una strategia precisa, quella di costruire una libreria di terze parti più solida già nei primi mesi di vita della console. Un titolo del genere copre proprio quel segmento che la macchina Nintendo ha bisogno di presidiare. L’incognita riguarda il comportamento tecnico della versione Nintendo, soprattutto nelle arene più affollate e negli effetti collegati ai Quirk, dove la mole di roba a schermo può mettere alla prova l’hardware. Intanto My Hero Academia: All’s Justice diventa un altro tassello della strategia multipiattaforma con cui gli editori giapponesi stanno popolando Switch 2.