Il varo del Murmansk segna un nuovo capitolo nella corsa militare sottomarina russa. La Russia ha infatti avviato la costruzione di questo sottomarino nucleare d’attacco, pensato per irrobustire la flotta dei mezzi Yasen-M e capace di operare a grande distanza con armamenti di ultima generazione, missili ipersonici inclusi. La posa della chiglia è avvenuta il 17 giugno, e proprio questo aspetto, unito alle sue capacità offensive, sta attirando parecchia attenzione tra gli osservatori.
Cosa rende speciale il Murmansk
Si parla del nono esemplare della classe Project 885M Yasen-M, ovvero l’evoluzione diretta della precedente classe Yasen. Non sono mezzi qualunque. Questi sottomarini nucleari nascono per missioni d’attacco contro obiettivi navali e terrestri, ma anche per operazioni in profondità e per attività di pattugliamento che possono durare a lungo. In altre parole, sono progettati per restare sotto la superficie per periodi prolungati, colpendo dove serve senza farsi individuare facilmente.
La presenza di missili ipersonici a bordo è l’elemento che cambia le carte in tavola. Armi di questo tipo viaggiano a velocità che rendono complicata qualsiasi intercettazione, e la loro integrazione su un mezzo già difficile da rilevare alza notevolmente il livello della minaccia. È un mix che spiega bene perché un’unità come il Murmansk venga seguita con tanta attenzione.
Quante unità sono già operative
Al momento la Marina russa schiera già quattro unità della classe Yasen-M in servizio attivo. Il quinto esemplare, battezzato Perm, sta completando la fase di prove e secondo le previsioni dovrebbe entrare in servizio entro la fine del 2026. Una tabella di marcia che, se rispettata, porterà progressivamente la flotta a crescere di numero nei prossimi anni.
Il dato interessante è proprio questo ritmo di costruzione. Con il Murmansk che rappresenta il nono mezzo della serie, appare evidente come la Russia stia investendo con costanza in questo programma, puntando su unità capaci di unire autonomia operativa, capacità d’attacco e tecnologie offensive avanzate. La combinazione di potenza nucleare e armamenti ipersonici resta il tratto distintivo dell’intera classe, e ogni nuovo esemplare aggiunge un tassello a una flotta pensata per operare su scala globale.
Per chi segue da vicino le dinamiche militari, la progressione di questi mezzi racconta molto delle priorità russe. Il Project 885M non è semplicemente un aggiornamento estetico della classe precedente, ma un salto in avanti sotto il profilo delle capacità d’attacco e della versatilità operativa, con il Murmansk che si inserisce in un percorso ormai consolidato e destinato a proseguire.