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Mummie in vendita online: resti umani spediti per posta

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Comprare e vendere mummie online è una pratica che esiste davvero, e non è un dettaglio folkloristico: resti umani antichi passano di mano attraverso annunci, trattative digitali e spedizioni postali, con tutto quello che ne consegue. Compresa, secondo chi ama la parte più inquietante della storia, la possibilità che insieme al pacco viaggi anche la famigerata maledizione della mummia. Quella che, stando al racconto tramandato negli anni, avrebbe ucciso dieci scienziati nel 1973 e che oggi, almeno in teoria, potrebbe trovarsi dentro una busta imbottita in attesa di essere consegnata.

Detta così sembra la trama di un film di serie B, e in parte lo è, perché l’immaginario costruito attorno alle mummie egizie ha attraversato un secolo di cinema, romanzi e leggende metropolitane. Ma il punto concreto resta un altro, molto meno spettacolare e molto più scomodo: si tratta di corpi umani. Persone vissute migliaia di anni fa, avvolte, conservate, sepolte con un’intenzione precisa, che finiscono trattate come oggetti da collezione in un mercato online dove il confine tra curiosità e commercio si fa parecchio sottile.

Un commercio che viaggia per posta

La particolarità di questo fenomeno è proprio la sua banalità logistica. Non servono scavi clandestini nel deserto o casse di legno trasportate su navi ottocentesche: bastano un annuncio, un pagamento e un corriere. I resti umani antichi si spostano come qualsiasi altro articolo, imballati e affidati alla rete di spedizioni che ogni giorno consegna milioni di pacchi in tutto il mondo. Ed è esattamente qui che l’idea della maledizione smette di essere solo una battuta e diventa una metafora piuttosto efficace di quello che sta succedendo.

Perché se davvero esistesse qualcosa di pericoloso legato a queste mummie, il modo migliore per diffonderlo sarebbe proprio questo: frammentarlo, impacchettarlo e distribuirlo capillarmente a chiunque abbia voglia di pagare. La storia dei dieci scienziati morti nel 1973 viene citata in continuazione proprio per questo motivo, come promemoria di un timore antico riadattato a un contesto completamente nuovo. Non più la tomba violata nel cuore della necropoli, ma il pianerottolo di casa con la scatola appoggiata davanti alla porta.

Tra leggenda e questione reale

Il fascino della maledizione ha sempre funzionato benissimo perché unisce due ingredienti irresistibili, l’archeologia e la punizione soprannaturale. Ogni volta che una spedizione veniva colpita da una disgrazia, la narrazione era pronta: i faraoni si vendicano di chi disturba il loro sonno. È una storia che si racconta da generazioni e che continua a riemergere ogni volta che il tema torna d’attualità, come sta accadendo adesso con la circolazione delle mummie in rete.

Solo che il vero problema, oggi, non ha molto a che fare con gli spiriti. Ha a che fare con il fatto che esiste un mercato delle mummie gestito attraverso piattaforme digitali, dove corpi umani vengono valutati, fotografati, descritti e venduti al miglior offerente. Un passaggio che trasforma un contesto funerario in una merce, e che rende la questione tanto etica quanto pratica.

L’idea che la maledizione possa oggi diffondersi via posta funziona benissimo come immagine, perché mette insieme il terrore da schermo e la realtà di un commercio che si è adattato ai tempi. Le mummie non stanno più chiuse nelle tombe né esclusivamente nelle teche dei musei: alcune sono in vendita, altre sono già state acquistate, altre ancora stanno viaggiando in questo momento verso una destinazione qualsiasi. E la storia dei dieci scienziati del 1973 continua a essere il riferimento più citato quando si parla di cosa potrebbe accompagnarle lungo il tragitto.

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