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Per molto tempo l’immagine del predatore marino perfetto ha coinciso con quella dello squalo bianco, ma negli oceani del passato nuotavano creature in grado di contendergli il primato. Un nuovo studio rivela infatti che alcuni mosasauri, grandi rettili marini vissuti durante il Cretaceo, erano capaci di accelerare sott’acqua fino a raggiungere velocità paragonabili a quelle degli squali bianchi. Un dettaglio che cambia parecchio il modo in cui si immaginano questi animali e il loro ruolo nei mari di allora, dove a quanto pare non si limitavano a essere enormi ma sapevano anche muoversi con una rapidità sorprendente.
Cosa dice lo studio pubblicato su Current Biology
La ricerca è comparsa sulla rivista scientifica Current Biology e parte da una domanda in apparenza semplice. Quanto potevano essere veloci questi predatori? Rispondere non è affatto banale, perché nessuno ha mai osservato un mosasauro in movimento e tutto ciò che resta di loro è custodito nella roccia sotto forma di ossa. Per aggirare il problema gli studiosi hanno scelto una strada doppia. Da una parte hanno lavorato sulle misurazioni dei fossili, dall’altra hanno affiancato a quei dati alcuni modelli matematici pensati apposta per ricostruire le capacità di nuoto di questi animali scomparsi.
L’idea alla base del lavoro è che uno scheletro racconti molto più di quanto sembri a prima vista. Le misure ricavate dai reperti diventano numeri, e quei numeri possono finire dentro calcoli che simulano il comportamento dell’animale in acqua. Il risultato non è ovviamente una fotografia ma una ricostruzione ragionata, che consente di stimare come si spostavano questi predatori e soprattutto quanto in fretta riuscivano a prendere slancio. È proprio l’unione tra il dato concreto dei resti fossili e la modellazione a rendere la stima più solida rispetto a una semplice osservazione delle ossa.
Rettili marini veloci come gli squali bianchi
Il dato che colpisce di più riguarda l’accelerazione. Secondo lo studio alcuni mosasauri potevano scattare sott’acqua e toccare velocità simili a quelle che oggi si osservano negli squali bianchi, animali considerati tra i cacciatori più temibili degli oceani attuali. Vale la pena soffermarsi su quel “alcuni”. Il risultato non riguarda l’intero gruppo ma soltanto una parte di questi rettili, il che lascia intendere che non tutti i mosasauri condividessero le stesse doti di nuotatori.
Per un predatore la capacità di accelerare conta quanto la velocità massima, e in certi casi anche di più. È lo scatto improvviso a fare la differenza nel momento dell’attacco, quando occorre chiudere la distanza con la preda prima che riesca a sottrarsi. Ecco perché il confronto con lo squalo bianco non è casuale. Si tratta di un termine di paragone immediato, un animale che chiunque associa a potenza e rapidità negli abissi, e accostarlo a un rettile del Cretaceo aiuta a capire al volo di che tipo di creatura si stia parlando.
Fonte: TecnoAndroid


