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Microsoft Teams, l’IA anti-phishing legge il contesto delle chat

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Microsoft Teams si prepara ad accogliere un nuovo sistema di rilevamento del phishing basato sull’intelligenza artificiale, capace di leggere il contesto delle conversazioni per individuare comportamenti sospetti nei messaggi. Microsoft ha annunciato che la funzione inizierà a essere distribuita all’inizio di novembre 2026 attraverso una fase di rilascio mirato, che dovrebbe chiudersi entro la metà dello stesso mese. Per la disponibilità generale a livello mondiale bisognerà invece aspettare un po’ di più, con un arrivo previsto tra l’inizio e la metà di dicembre.

La novità era già comparsa la settimana precedente in una voce della Microsoft 365 Roadmap, dove l’azienda spiegava che lo strumento sfrutterà il contesto della conversazione senza conservare il contenuto dei messaggi. L’obiettivo è scovare tentativi di phishing e atteggiamenti ambigui negli scenari considerati più a rischio, come le chat con contatti esterni avviate per la prima volta. Si tratta proprio di quei momenti in cui un utente riceve un messaggio da qualcuno che non conosce e magari abbassa la guardia senza rendersene conto.

Come funziona la protezione contestuale su Teams

In un aggiornamento pubblicato mercoledì nel Message Center di Microsoft 365, la società ha descritto la funzione con parole piuttosto chiare. “Microsoft Teams introduce il rilevamento del phishing basato sull’intelligenza artificiale e sensibile al contesto per aiutare a identificare phishing, ingegneria sociale, tentativi di impersonificazione e intenti ingannevoli”, si legge nella comunicazione. Il punto interessante sta nel passaggio successivo, dove viene spiegato che lo strumento analizza il contesto della conversazione per riconoscere comportamenti sospetti che potrebbero non contenere gli indicatori tradizionali, come link o file malevoli.

In pratica il sistema non si limita a cercare un allegato pericoloso o un indirizzo web truffaldino. Prova a capire se dietro a uno scambio di messaggi apparentemente innocuo si nasconde un raggiro. Per gli amministratori IT non ci sarà nulla da configurare, perché la protezione si attiverà senza alcun intervento e per la maggior parte degli utenti si concentrerà sulle chat esterne di primo contatto.

Sul fronte della privacy Microsoft ha voluto mettere le mani avanti. Anche se la piattaforma esamina il contesto dei dialoghi, i dati dei clienti non verranno conservati per addestrare ulteriormente i modelli di intelligenza artificiale né per altri scopi. “Questa funzionalità viene utilizzata esclusivamente per la protezione della sicurezza e non per la produttività, la creazione di riepiloghi, la pubblicità, il monitoraggio degli utenti o altre finalità estranee alla sicurezza”, ha precisato l’azienda, aggiungendo che il contenuto dei messaggi non viene trattenuto dal sistema di rilevamento per l’addestramento o per usi secondari.

Un tassello in una strategia più ampia

Il nuovo filtro anti phishing rientra in una serie più lunga di interventi pensati per blindare la sicurezza di Teams. Lo scorso dicembre Microsoft aveva annunciato che, a partire da gennaio, gli amministratori avrebbero potuto bloccare gli utenti esterni tramite il portale Defender. Una misura nata per ostacolare i gruppi di criminali informatici, comprese le bande ransomware, che sfruttano la piattaforma per attacchi di ingegneria sociale rivolti ai dipendenti delle aziende prese di mira.

Ad agosto era poi partita la distribuzione di una nuova politica di protezione per le riunioni su Teams, che consente agli amministratori di impedire in automatico l’accesso a tutti i bot esterni identificati. Il mese scorso, invece, il colosso di Redmond ha comunicato che i codici QR inviati da mittenti esterni verranno sfocati per difendere meglio gli utenti da frodi e tentativi di phishing. Nello stesso periodo è arrivata anche la possibilità di segnalare direttamente dall’app gli inviti sospetti come ospite, così da aiutare i team di sicurezza a bloccare gli attacchi che abusano di questo meccanismo.

L’ultimo annuncio in ordine di tempo risale all’inizio di ottobre, quando Microsoft ha reso noti i piani per introdurre nelle riunioni di Teams il supporto a soluzioni di terze parti per il rilevamento dei deepfake e nuove protezioni contro l’impersonificazione.

Fonte: TecnoAndroid

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