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Microsoft riduce la RAM consigliata per il gaming: da 32GB a 8GB

C’è stato un curioso ripensamento in casa Microsoft riguardo alla quantità di RAM considerata ideale per giocare su PC. Fino a poco tempo fa il colosso di Redmond suggeriva senza troppi giri di parole configurazioni da 32GB, indicandole come una sorta di riferimento per chi voleva un’esperienza fluida con i titoli più recenti. Adesso quei consigli sono spariti dal Windows Learning Center, e al loro posto sono arrivate indicazioni decisamente più contenute. La nuova soglia raccomandata scende a 8GB, un valore che qualche anno fa sarebbe stato considerato appena sufficiente e che oggi torna a essere presentato come punto di partenza accettabile.

La rimozione è avvenuta in maniera piuttosto discreta, senza annunci ufficiali o comunicati che spiegassero il perché di questo dietrofront. Semplicemente, chi va a cercare adesso quelle vecchie guide non trova più alcun riferimento ai 32GB. Un cambio di rotta silenzioso, che però difficilmente passa inosservato a chi segue da vicino il mondo dell’hardware.

Il peso della crisi delle memorie

Dietro questa scelta c’è con ogni probabilità la situazione critica che sta attraversando il mercato della memoria. I prezzi dei moduli RAM sono saliti parecchio e la disponibilità resta un problema, con una pressione che si fa sentire sull’intera filiera. In un contesto del genere consigliare ai giocatori di puntare su tagli generosi come i 32GB rischiava di suonare fuori tempo massimo, quasi provocatorio per chi si trova a fare i conti con listini gonfiati.

Abbassare l’asticella a 8GB significa allora proporre qualcosa di più realistico e alla portata di tutti, o almeno di gran parte degli utenti. Una mossa pragmatica, che tiene conto delle condizioni attuali del mercato più che delle esigenze tecniche pure e semplici. Certo, chi gioca ai titoli più esigenti sa bene che 8GB possono andare stretti, ma come indicazione minima per chi vuole avvicinarsi al gaming su PC senza svenarsi la scelta ha una sua logica.

Resta il fatto che Microsoft si trova in una posizione delicata. Da un lato deve mantenere Windows appetibile e accessibile al maggior numero possibile di persone, dall’altro non può ignorare la realtà di un hardware che diventa sempre più caro. Ridimensionare i requisiti consigliati è forse il modo più diretto per non allontanare chi, con i prezzi attuali, ci pensa due volte prima di assemblare o aggiornare la propria macchina da gaming.

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