Scaricare libri da Torrent per addestrare l’intelligenza artificiale non è illegale. Almeno, questa è la posizione che Meta sta difendendo con una certa ostinazione davanti a un tribunale federale della California. La vicenda ruota attorno a un fatto ormai noto: l’azienda di Zuckerberg ha scaricato circa 82 TB di libri tramite il protocollo BitTorrent, utilizzandoli poi per alimentare i propri modelli di IA generativa. Una mole impressionante di contenuti protetti da copyright, che ha scatenato la reazione di diversi autori americani.
La causa risale al 2023, quando un gruppo di scrittori ha avviato una class action accusando Meta di aver sfruttato le loro opere senza alcuna autorizzazione. La questione sembrava già abbastanza complicata, ma nelle ultime udienze Meta ha deciso di alzare ulteriormente la posta.
La difesa di Meta: anche la condivisione su BitTorrent rientra nel fair use
In una memoria supplementare depositata in tribunale, l’azienda ha sostenuto per la prima volta che anche la condivisione automatica dei file durante il download tramite BitTorrent dovrebbe essere considerata fair use. Il ragionamento è questo: chi utilizza BitTorrent, per come funziona il protocollo, carica automaticamente porzioni dei dati scaricati verso altri utenti della rete. Non si tratta di una scelta deliberata, ma di un meccanismo tecnico insito nella tecnologia stessa.
Meta ha inoltre spiegato che BitTorrent rappresentava il metodo più efficiente per ottenere quei dataset. Nel caso di Anna’s Archive, ad esempio, i contenuti erano disponibili in blocco esclusivamente tramite download torrent. Secondo la difesa, quindi, la condivisione dei dati sarebbe stata “parte integrante” del processo di acquisizione dei libri, e dunque legata allo stesso obiettivo trasformativo che il tribunale aveva già riconosciuto come fair use la scorsa estate.
La reazione degli autori e le deposizioni chiave
Gli autori coinvolti nella causa non l’hanno presa bene. Tramite il proprio legale, hanno inviato una lettera al giudice accusando Meta di tentare di introdurre una nuova linea difensiva oltre le scadenze stabilite dal tribunale. Nella lettera si sottolinea come Meta “non abbia mai suggerito che avrebbe invocato il fair use per le accuse legate al caricamento dei file”, nemmeno quando la questione era stata sollevata esplicitamente.
Meta ha risposto affermando che questa tesi non rappresenta affatto una novità, rafforzando la propria posizione con le deposizioni degli stessi autori. Secondo l’azienda, nessuno degli scrittori coinvolti è stato in grado di indicare un singolo caso in cui i modelli AI di Meta abbiano riprodotto direttamente contenuti tratti dai loro libri. Un dettaglio non da poco.
Durante la deposizione, l’attrice e comica Sarah Silverman avrebbe dichiarato che il fatto che il modello non generi testi tratti dal suo libro “non cambia nulla”. Una frase che Meta ha usato a proprio vantaggio, sostenendo che queste ammissioni indeboliscano l’argomento secondo cui l’uso delle opere avrebbe causato danni economici concreti al mercato editoriale.