Il gruppo di Mark Zuckerberg sta preparando le carte per entrare in un terreno finora presidiato da pochi giganti. Secondo alcune indiscrezioni, Meta cloud sarebbe pronto a debuttare come nuovo rivale di AWS, Microsoft e Google, con l’obiettivo di trasformare in ricavi la potenza di calcolo accumulata negli anni. La sola comparsa della notizia ha spinto verso l’alto il titolo del gruppo, che ha guadagnato circa il 9% nel giro di poche ore.
Il debutto passa da Meta Compute
Negli ultimi anni l’azienda ha costruito un’infrastruttura enorme fatta di server e data center, pensata per addestrare ed eseguire i propri modelli di intelligenza artificiale. Adesso sembra voler monetizzare quegli investimenti mettendo tutto a disposizione di chi ne ha bisogno. A gestire l’operazione ci sarebbe Meta Compute, divisione nata nei primi mesi dell’anno proprio per occuparsi degli sviluppi legati al cloud.
L’idea, stando a quanto emerso, è duplice. Da un lato cedere la potenza di computing in eccesso a clienti esterni, insieme all’accesso ai modelli AI, con una formula che ricorda quella di AWS Bedrock. Dall’altro fornire a terzi capacità di calcolo grezza, con un’offerta simile a quella di CoreWeave e delle altre realtà che popolano il mercato neocloud. Due strade parallele, insomma, per intercettare tipologie diverse di clienti.
Equilibri che stanno cambiando
Come sempre in questi casi, le informazioni vanno prese con cautela finché non arrivano conferme o smentite ufficiali. Per ora l’azienda di Menlo Park non ha commentato. Quel che appare evidente, però, è che gli equilibri del settore si stanno spostando. Basta guardare all’accordo tra Anthropic e SpaceX/xAI per l’accesso al data center Colossus di Elon Musk: segnali che il tavolo sta cambiando forma.
Il punto è che Meta ha investito per rispondere a un bisogno tutto interno, e ora si ritrova con una struttura che può aprire ad altri, recuperando almeno in parte le spese affrontate. In una fase in cui chiunque lavori su progetti di intelligenza artificiale è a caccia di potenza di calcolo, potrebbe rivelarsi una mossa azzeccata.
La visione di Zuckerberg
A chiarire da dove nasce tutto questo c’è un intervento di Mark Zuckerberg rivolto agli investitori, risalente allo scorso maggio. Racconta bene l’origine dell’opportunità: non lasciare ferma una piattaforma costruita a caro prezzo e ora, in qualche modo, più grande del necessario.
Le sue parole sono piuttosto dirette. Ha spiegato che si tratta sicuramente di un’opzione sul tavolo, visto che quasi ogni settimana diverse aziende esterne li contattano chiedendo di implementare un servizio API oppure di acquistare potenza di calcolo a un prezzo maggiorato rispetto a quello pagato da loro stessi.
Non l’hanno ancora fatto, ha aggiunto, perché ritengono di avere un utilizzo concreto per quella capacità di calcolo. Ma se dovessero arrivare al punto di considerare l’infrastruttura sovradimensionata, allora sarebbe un’opzione da valutare seriamente. Ed è proprio questa consapevolezza, ha sottolineato, a dare fiducia nell’investire ulteriormente nello sviluppo del servizio.