Vai al contenuto
Offerte

Mercedes 200 D del 1985: 831.000 km e punta al milione

In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni

Con 831.000 chilometri sul contachilometri, la Mercedes 200 D del 1985 di Marie-Ange Gerbal continua a girare tra le strade dei Pirenei come se fosse appena uscita dal concessionario, o quasi. Settantacinque cavalli per quasi due tonnellate di peso: numeri che nel traffico attuale strappano un sorriso, eppure quella berlina tedesca non ha mai mostrato un cedimento serio. La proprietaria l’ha comprata usata nel 1987, quando il quadrante segnava appena 50.000 chilometri. Da allora, quarant’anni di strada insieme.

In famiglia l’hanno soprannominata “La Venerabile”, e non è un vezzo. Questa W124 ha accompagnato quattro generazioni diverse, dalla madre di Marie-Ange fino ai nipoti, passando per traslochi, vacanze, commissioni quotidiane e tutto quello che una vita normale porta con sé. Bagagliaio capiente, abitacolo comodo, ma il vero motivo per cui è ancora lì è un altro: il motore diesel non si è mai arreso.

Quarant’anni di guida senza essere appassionati di meccanica

La cosa curiosa è che la proprietaria ammette candidamente di non capirci granché di motori e di non essere affatto un’appassionata di automobili. Nessuna cura maniacale da collezionista, nessun garage climatizzato. Solo un’auto usata tutti i giorni per quello che serviva. A fare la differenza è stata la robustezza costruttiva del modello, quella che ha reso la Mercedes W124 una specie di leggenda, unita a un’intesa costruita al volante in decenni di chilometri.

Sotto il cofano della Mercedes-Benz 200 D del 1985 non c’è nulla di sportivo. C’è un quattro cilindri diesel aspirato da due litri, il conosciutissimo OM601, che eroga la bellezza di 75 CV. Le prestazioni raccontano un’altra epoca: servono quasi 19 secondi per arrivare a 100 km/h e la punta massima si ferma a 160 km/h. Cifre che oggi farebbero storcere il naso a chiunque, ma che allora bastavano e avanzavano.

Il punto di forza di quel blocco in ghisa sta altrove. Sta nell’efficienza e in una semplicità costruttiva che oggi si fa fatica anche solo a immaginare. Consumo medio intorno ai 6,7 litri ogni 100 chilometri, serbatoio da 70 litri, autonomia che supera abbondantemente i mille chilometri con un pieno solo. Elettronica ridotta all’osso, componenti sovradimensionati, meccanica praticamente indistruttibile. Sono questi gli ingredienti che permettono a un’auto come quella di Marie-Ange di arrivare oltre gli 800.000 chilometri senza mai vedere il rottamatore.

Il traguardo del milione di chilometri

Chi ha guidato una 200 D di quegli anni sa bene che l’accelerazione non è mai stata il suo mestiere. Nessun turbo, nessuna centralina che ottimizza qualcosa, nessun sistema di assistenza. Il pedale del gas si schiaccia e l’auto va, con i suoi tempi. È proprio questa mancanza di complessità ad averla salvata dalla ruggine tecnologica che affossa tanti mezzi moderni molto prima dei 200.000 chilometri.

La proprietaria la descrive ancora oggi come un vero “vascello della strada” e non ha la minima intenzione di venderla o di sostituirla con qualcosa di più recente. L’obiettivo, adesso, si sposta su un piano puramente simbolico: arrivare a un milione di chilometri. Mancano poco meno di 170.000 chilometri, una distanza che per molte auto rappresenta un’intera carriera e che per “La Venerabile” sembra soltanto il prossimo capitolo.

Condividi:
128 Condivisioni