Megapod è il nome che spunta dietro l’ultima mossa di Tesla, un progetto che sembra spostare ancora una volta i confini di un’azienda nata per costruire auto elettriche e finita per mettere le mani un po’ ovunque. Dopo i robot umanoidi, i sistemi per l’energia e le infrastrutture pensate per l’intelligenza artificiale, la società di Elon Musk starebbe lavorando a qualcosa che assomiglia a una piattaforma modulare destinata ai data center AI. Niente di ufficiale, per ora, ma i primi indizi raccontano già parecchio.
Cosa si sa finora su Megapod
Tutto parte da una richiesta di registrazione del marchio depositata presso l’Ufficio Brevetti e Marchi degli Stati Uniti. Un passaggio che di solito anticipa qualcosa, anche se non sempre porta a un prodotto vero e proprio. Nel caso di Tesla, però, la documentazione allegata lascia intravedere alcune caratteristiche interessanti, abbastanza da accendere la curiosità di chi segue da vicino il settore.
L’idea, almeno sulla carta, è quella di un’infrastruttura modulare e autonoma. Tradotto in parole semplici, un sistema capace di gestire da solo l’intero processo di elaborazione legato all’intelligenza artificiale. Non un singolo componente, quindi, ma una sorta di blocco completo che mette insieme calcolo, gestione e probabilmente anche l’aspetto energetico, terreno su cui Tesla ha già accumulato una certa esperienza con le sue soluzioni per l’accumulo di energia.
Perché un progetto del genere
La direzione, a dirla tutta, ha una sua logica. Negli ultimi anni la richiesta di potenza di calcolo per addestrare e far girare i modelli di intelligenza artificiale è cresciuta a ritmi vertiginosi, e chi possiede l’infrastruttura giusta si ritrova in una posizione di vantaggio non da poco. Elon Musk lo sa bene, visto quanto l’AI sia ormai centrale in molti dei suoi progetti, dalla guida autonoma fino ai robot umanoidi che Tesla sta sviluppando.
Un sistema come Megapod, modulare e pensato per scalare, permetterebbe in teoria di costruire data center più rapidamente e con meno complicazioni rispetto agli approcci tradizionali. L’idea del modulo che si aggiunge ad altri moduli, un po’ come dei mattoni, è qualcosa che semplifica parecchio l’espansione di queste strutture. E per un’azienda che ha già dimostrato di saper produrre hardware su larga scala, non è un terreno così lontano.