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Il dispositivo è dotato di un propulsore a reazione. Può trasportare una testata di 40 chilogrammi. Inoltre, può raggiungere obiettivi situati fino a 500 chilometri di distanza. I lanci sono previsti da piattaforme terrestri e avvengono in modalità simultanea, con decine di droni che agiscono insieme. Ciò per aumentare le probabilità di successo e complicare l’intercettazione da parte dei sistemi difensivi avversari.
L’impiego degli sciami non serve solo a superare le barriere fisiche poste dai radar o dai missili antiaerei, ma ha anche un obiettivo strategico: spingere il nemico a consumare risorse difensive. Costringendolo così a rivelare le proprie posizioni. Tale tattica permette di preparare un attacco secondario più preciso, condotto con sistemi a lungo raggio che possono approfittare delle informazioni acquisite.
MBDA mira a raggiungere una produzione mensile di mille unità. Per ottenere tale traguardo l’azienda ha stretto accordi non solo con una società specializzata in droni, ma anche con un attore di primo piano del settore automobilistico francese. Tale scelta consente di adattare metodologie produttive tipiche dell’industria dell’auto al settore della difesa, ottimizzando costi e tempi.






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