La nuova Mazda CX-5 del 2026 sta prendendosi tutti i riflettori, eppure il modello che va a sostituire ha ancora una carta da giocare, e non è affatto banale: un affidabilità dimostrata sul campo. A oltre dieci anni dal debutto, la versione del 2015 continua a spuntare tra i SUV compatti usati più solidi in circolazione, quelli su cui puntare senza troppe ansie. Il motivo sta tutto in una filosofia costruttiva semplice. I motori aspirati SkyActiv e il cambio automatico tradizionale hanno tenuto la Mazda CX-5 lontana da tante complicazioni che si trovano sulle auto più recenti, permettendo a parecchi proprietari di superare i 320.000 chilometri con pochissimi interventi importanti da mettere in conto.
Perché la CX-5 del 2015 dura così tanto
La ragione principale per cui questo modello attira ancora chi cerca l’usato è proprio l’assenza della complessità meccanica che affligge molti SUV di ultima generazione. Niente CVT, niente doppia frizione: Mazda ha abbinato i suoi motori aspirati a un classico automatico a sei rapporti. Una formula lineare che ha pagato nel tempo.
I proprietari raccontano spesso di aver raggiunto tra i 320.000 e i 400.000 chilometri con pochi guasti seri, mentre i costi di manutenzione annuali restano abbastanza contenuti. Un caso citato parla di un esemplare che ha percorso oltre 100.000 chilometri chiedendo solo pezzi d’usura normali, come gomme, dischi freno posteriori e un unico braccetto della sospensione. Poca roba, insomma, per chi tiene l’auto curata. Ci sono comunque cose da controllare prima di comprarne una. La ruggine attorno ai passaruota, ai brancardi e alle tubazioni dei freni può diventare un problema nei climi più freddi, e alcuni proprietari hanno segnalato il fenomeno del touchscreen che risponde da solo con il passare degli anni.
I numeri che spiegano la fiducia degli acquirenti
La reputazione della CX-5 non poggia solo sui racconti dei proprietari. Secondo iSeeCars il modello del 2015 ottiene un voto complessivo di 8,7 su 10, con 7,9 per l’affidabilità, 8,2 per il mantenimento del valore e 8,0 per la sicurezza. La stessa fonte stima una vita media di 14,5 anni e circa il 25 percento di probabilità di arrivare ai 320.000 chilometri. Anche J.D. Power le assegna un punteggio complessivo di 81 su 100, con 80 per qualità e affidabilità, 84 per l’esperienza di guida e 80 per il valore residuo. Cifre che aiutano a capire perché questa Mazda continui a trovare acquirenti anche adesso che arrivano alternative più moderne.
I costi di gestione restano invitanti. Edmunds stima una spesa quinquennale intorno ai 37.000 euro, mentre CarEdge la colloca più vicino ai 38.500 euro sull’intera gamma. Kelley Blue Book calcola una manutenzione ordinaria di circa 1.000 euro all’anno con l’invecchiare del veicolo. Sul fronte valore, l’auto costava all’origine circa 19.800 euro e oggi gli esemplari usati viaggiano in media sugli 11.700 euro.
Un motore pensato per durare, non per stupire
Mazda ha proposto la CX-5 del 2015 con due quattro cilindri aspirati SkyActiv-G. Il 2.0 litri base eroga 155 cavalli, abbinabile al manuale o all’automatico a sei marce, mentre le versioni Touring e Grand Touring montavano il 2.5 litri da 184 cavalli. Nessuno dei due era il più rapido del segmento, ma è proprio questo il punto: rinunciando al turbo e ai cambi più complicati, la casa ha costruito una meccanica orientata alla durata più che ai numeri da copertina. I consumi restano competitivi anche oggi. Il 2.0 a trazione anteriore è omologato fino a 26 mpg in città e 34 in autostrada, il 2.5 arriva a 25 e 31 a seconda della trazione. Con il serbatoio da 15,3 galloni l’autonomia stimata si aggira tra i 640 e i 690 chilometri.


