Matter 1.6 è ufficiale e porta con sé un bel pacchetto di novità pensate per rendere la vita più facile a chi vive immerso nella domotica. L’annuncio è arrivato durante la conferenza Unify organizzata dalla Connectivity Standards Alliance ad Austin, in Texas, e il tema centrale è chiaro fin da subito: configurazioni più semplici, reti capaci di parlare tra ecosistemi diversi e un controllo dei termostati finalmente più intelligente. Insomma, c’è parecchia carne al fuoco per chi segue da vicino lo standard che vuole mettere d’accordo tutti i dispositivi smart.
Configurazione via NFC e reti condivise tra ecosistemi
Partiamo dalla cosa che salta più all’occhio. Con Matter 1.6 è ora possibile completare la configurazione di un nuovo dispositivo affidandosi solo al protocollo NFC. Prima funzionava in modo diverso, l’NFC serviva giusto per l’handshake iniziale e poi il testimone passava al BLE. Adesso no. Alcuni dispositivi, pensiamo a lampadine intelligenti o interruttori da incasso, potranno essere configurati ancora prima di venire installati fisicamente o alimentati. Una bella comodità, soprattutto per gli installatori che si trovano spesso a dover gestire tante unità tutte insieme.
Poi c’è la funzione Joint Fabric, ed è qui che le cose si fanno interessanti. Oggi quando in casa convivono più ecosistemi, ognuno tende a costruirsi la sua rete Matter separata, con tutte le duplicazioni del caso. Con la nuova versione arriva invece una rete condivisa e standardizzata, utilizzabile da più piattaforme nello stesso momento. Tradotto in pratica significa che ogni dispositivo andrà aggiunto una volta sola e comparirà in automatico su tutte le piattaforme compatibili presenti nell’abitazione. Niente più configurazioni doppie, niente procedure ripetute all’infinito.
Termostati più intelligenti e sicurezza rinforzata
Debutta anche Thermostat Suggestions, una funzione che rende la rete più attenta ai comandi inviati a mano. Capita spesso, no? Qualcuno cambia la temperatura e pochi minuti dopo un’automazione impostata in precedenza prova a fare l’esatto contrario. Con questa novità il termostato riesce a riconoscere il conflitto e a ignorare l’istruzione automatica, dando la precedenza alla modifica fatta dalla persona. Un piccolo dettaglio che però evita parecchie scenate fastidiose tra utente e impianto.
Non finisce qui. Arrivano la cronologia eventi per i sensori di sicurezza, nuovi stati operativi per i rilevatori di fumo e monossido di carbonio e una standardizzazione più ampia delle capacità che i dispositivi comunicano tra loro. La CSA ha annunciato pure la versione 1.1 del programma Product Security Certification, che allarga la certificazione di sicurezza all’intero ecosistema della smart home. Non più solo gli accessori quindi, ma anche le applicazioni e i servizi collegati.
Matter 1.6 è già disponibile per sviluppatori e produttori di dispositivi. Per vedere tutte queste funzioni atterrare davvero nelle case servirà però un po’ di pazienza, perché bisognerà aspettare l’adozione da parte delle principali piattaforme smart home e il rilascio degli aggiornamenti software da parte dei vari produttori.