Il successo di MacBook Neo è stato talmente travolgente da cogliere di sorpresa persino chi lo ha ideato. Durante la conference call dedicata ai risultati finanziari, Tim Cook ha usato parole piuttosto eloquenti per descrivere l’accoglienza ricevuta dal nuovo portatile, definendo la risposta del mercato “fuori scala”. Un’espressione che non lascia molto spazio all’interpretazione e che, anzi, conferma quanto il prodotto abbia colpito nel segno fin dal primo momento.
Cook, che nei prossimi mesi cederà il ruolo di CEO a John Ternus, ha ammesso candidamente che Apple ha sottostimato la domanda di MacBook Neo. Il risultato? Disponibilità limitata e scorte che faticano a tenere il passo con gli ordini. Non è la prima volta che un prodotto Apple finisce per essere più richiesto del previsto, ma qui la situazione sembra particolarmente significativa. Anche altri prodotti della gamma Mac hanno registrato numeri oltre le attese: basti pensare a Mac mini e Mac Studio, che hanno attirato grande interesse soprattutto per le loro applicazioni legate all’intelligenza artificiale, utilizzati come piattaforme per far girare modelli e agenti AI in locale. Tanto che il Mac mini con taglio di memoria da 256GB è finito ufficialmente fuori listino, in pratica introvabile.
Il vero collo di bottiglia non è la memoria, ma i chip
Verrebbe da pensare che il problema delle scorte sia legato alla disponibilità delle memorie, visto quanto questo componente sia sotto pressione a livello globale. E invece no. Il collo di bottiglia principale riguarda i nodi produttivi avanzati utilizzati per la produzione dei SoC. È un aspetto che Apple monitora costantemente, ma che nei prossimi mesi potrebbe pesare in modo particolare sui prodotti Mac, quindi Mac mini, Mac Studio e ovviamente MacBook Neo. Qualche limitazione potrebbe farsi sentire anche nel settore smartphone, anche se al momento la situazione pare più gestibile su quel fronte.
Nel caso specifico di MacBook Neo, il successo sembra aver prosciugato le scorte del chip A18 Pro, lo stesso SoC utilizzato nelle precedenti versioni di iPhone. Apple si è trovata nella condizione di dover produrre nuovi esemplari del processore per stare dietro alla domanda, una circostanza che non era stata messa in conto con questi numeri. Vale la pena ricordare che il lancio di MacBook Neo è avvenuto nei primi giorni di marzo, con un prezzo di partenza di 699 euro per il modello base. Un portatile con scocca in alluminio, display Liquid Retina da 13 pollici e 8GB di RAM, che evidentemente ha intercettato un pubblico enorme a quella fascia di prezzo.
Si parla già del successore con chip A19 Pro
Come spesso accade quando un prodotto Apple va fortissimo, le voci sul successore non si sono fatte attendere. Secondo quanto circola, il prossimo MacBook Neo potrebbe montare il più recente chip A19 Pro e portare la dotazione di RAM a 12GB, con un incremento del 50% rispetto al modello attuale. Un salto che renderebbe il portatile ancora più competitivo nelle operazioni di multitasking, andando a rafforzare una proposta che già oggi si è dimostrata capace di conquistare una fetta di mercato decisamente ampia.