Diversi modelli di Mac mini e Mac Studio risultano ormai completamente esauriti sull’Apple Store, e la situazione sembra peggiorare settimana dopo settimana. Le configurazioni più potenti di entrambe le linee non sono più disponibili nemmeno per l’ordine, il che significa che chi voleva acquistarle si trova davanti a un muro: nessuna possibilità di mettersi in coda.
Tra i modelli scomparsi dal configuratore online figura Mac mini con chip M4 e 32 GB di RAM, insieme ad almeno due configurazioni di Mac Studio. Più precisamente, Mac Studio con M4 Max e 128 GB di RAM non è più ordinabile, così come Mac Studio con M3 Ultra e 256 GB di RAM, che solo la settimana scorsa mostrava tempi di spedizione stimati tra i quattro e i cinque mesi, con consegne previste tra agosto e settembre. Nel giro di pochissimi giorni, le scorte si sono esaurite del tutto. A questo elenco si aggiunge anche Mac mini con M4 Pro e 64 GB di RAM, anch’esso passato allo stato di “attualmente non disponibile”.
Quando un prodotto Apple viene etichettato come “Currently Unavailable”, di solito è il segnale che sta per essere rimosso del tutto dal configuratore. È esattamente quello che è successo a marzo con l’opzione da 512 GB di Mac Studio, sparita senza troppi avvisi.
Tempi di attesa lunghissimi e possibile aggiornamento M5 all’orizzonte
Chi vuole ancora acquistare un Mac mini o un Mac Studio tra le configurazioni rimaste in catalogo, non se la passa comunque bene. I modelli di Mac Studio con M3 Ultra mostrano tempi di spedizione di almeno cinque settimane. Per Mac mini, a seconda della combinazione di RAM e spazio di archiviazione SSD, le attese variano da un mese fino a tre mesi.
C’è chi legge questa situazione con un certo ottimismo. L’esaurimento progressivo delle scorte potrebbe essere un segnale abbastanza chiaro del fatto che un aggiornamento con chip M5 per Mac mini e Mac Studio sia ormai alle porte. Apple tende a svuotare il magazzino dei modelli in uscita prima di lanciare quelli nuovi, e lo schema sembra rispettato.
Dall’altro lato, però, non è semplice distinguere questa dinamica da una più banale crisi di approvvigionamento. L’intera industria del computing sta facendo i conti con una carenza significativa di componenti come RAM e storage, e Apple non fa eccezione. Le difficoltà nella catena di fornitura sono reali e trasversali, e potrebbero spiegare da sole il prosciugamento delle scorte anche senza un nuovo lancio imminente.