Linux Mint 23 segna una svolta importante per una delle distribuzioni più amate dagli utenti, quella che in tanti hanno scelto per dare nuova vita ai propri PC dopo l’addio di Microsoft a Windows 10. La novità che sta facendo discutere è il supporto ufficiale a Wayland, che con la prossima major release smetterà finalmente di portare l’etichetta di funzione sperimentale. Un passo che molti aspettavano da tempo e che arriva insieme all’ambiente grafico Cinnamon.
Chi ha provato la versione 22.3 Zena, lanciata a gennaio, sa bene che Wayland era ancora relegato a uno stato di prova. Con Linux Mint 23 le cose cambiano. Il team di sviluppo lo ha annunciato senza giri di parole, spiegando di aver messo mano al codice fino a raggiungere un livello di stabilità che rende l’esperienza praticamente identica a quella offerta da X11.
Wayland esce dalla fase sperimentale
Nel comunicato pubblicato sul blog ufficiale, gli sviluppatori raccontano il lavoro fatto in questi mesi. Le parole sono chiare, “abbiamo lavorato sodo su Wayland e siamo arrivati a un punto in cui risulta stabile e l’esperienza è quasi alla pari con X11”. Da qui la decisione di togliere l’etichetta sperimentale. Nella prossima versione di Cinnamon, quindi, sia X11 che Wayland saranno pienamente supportati.
Attenzione però, perché X11 non sparirà dalla circolazione. Resterà a disposizione di chi lo preferisce, anche se al momento non è ancora stato chiarito quale delle due opzioni finirà per essere quella impostata di default. Una scelta che verrà comunicata più avanti e che riguarderà tutti gli utenti della distribuzione.
Questo passaggio di consegne tra le due tecnologie sembra quasi scontato, se si guarda a cosa hanno già fatto le altre grandi distribuzioni. Fedora, Ubuntu, Debian e openSUSE hanno percorso la stessa strada, spostando gradualmente il baricentro verso Wayland. Linux Mint arriva forse un po’ dopo, ma con la solidità di chi ha voluto aspettare il momento giusto invece di forzare i tempi.
La nuova release attesa entro il 2026
L’arrivo di Linux Mint 23 è previsto entro la fine del 2026. Non è un dettaglio casuale, perché fa parte di un cambiamento più ampio nella gestione del progetto. Il team ha infatti deciso di allungare il ciclo di sviluppo, riducendo il numero di release distribuite durante l’anno.
L’idea è quella di passare da due versioni annuali a una sola. Meno pubblicazioni, insomma, ma con più tempo a disposizione per lavorare sulle novità. In questo modo gli sviluppatori possono concentrarsi sulla creazione di funzionalità inedite, senza dover sprecare energie in continue fasi di test che precedono ogni lancio. È una filosofia che privilegia la qualità sulla frequenza, un approccio che diverse realtà del mondo open source stanno adottando per evitare di rincorrere scadenze troppo ravvicinate. Per chi usa Mint tutti i giorni significa aspettare un po’ di più, certo, ma ritrovarsi tra le mani un sistema più curato e affidabile.