La Jeep Avenger Electric arriva con ambizioni tutt’altro che piccole, nonostante le dimensioni contenute. È il primo modello puramente elettrico a portare uno dei nomi più celebri nel mondo del fuoristrada, e questo da solo basterebbe a farla notare. Chi la guarda di sfuggita potrebbe pensare a una Jeep come tutte le altre, ma la verità è un’altra. I designer hanno fatto un buon lavoro nel mascherare le differenze, però basta grattare un po’ la superficie per capire che qui c’è qualcosa di diverso.
Tanto per cominciare, negli ultimi anni erano già spuntate un paio di concept a zero emissioni firmate dal marchio, ma questa è la prima vera auto di serie completamente elettrica con il logo Jeep. E non finisce qui. Ad oggi è anche l’unica Jeep pensata, progettata e costruita interamente fuori dagli Stati Uniti, con team in Italia e in Polonia a occuparsi del lavoro. Un dettaglio che dice molto sulla direzione che il gruppo ha deciso di prendere.
Poi c’è la questione delle misure. Se si mette da parte la Willys originale del 1940, la Avenger è la Jeep più compatta mai concepita. Quell’eroina della Seconda guerra mondiale, con i suoi 61 cavalli, era più corta di circa la lunghezza di un braccio, ma per il resto siamo davanti a un modello che ridefinisce l’ingombro tipico del marchio. Dietro la classica griglia a sette feritoie, gli sbalzi corti e le proporzioni smussate, questa piccola Jeep condivide la piattaforma con la Vauxhall Corsa. Con la tanto amata Jeep Wrangler, insomma, ha in comune ben poco.
Un crossover compatto pensato per il mercato europeo
Viene naturale chiedersi se questa sia davvero una Jeep. Finché la Avenger Electric raggiunge il suo obiettivo, però, Stellantis, la casa madre che controlla Jeep e altri tredici marchi, non si preoccupa troppo di cosa pensino i puristi. Questa auto ha un compito preciso: ridefinire il marchio in Europa e dare una scossa a numeri di vendita fiacchi, tenuti in piedi solo dalla popolarità che resiste in Italia. Non stupisce quindi che il nuovo modello abbia preso la forma di un crossover compatto. Come dice Antonella Bruno, a capo di Jeep Europa, è “l’auto giusta al momento giusto”.
Nel Regno Unito la gamma ha da poco accolto anche le versioni a benzina pura e mild hybrid, ma è la variante elettrica, quella provata qui, ad aver dominato la scena fin dal primo giorno, spesso nell’inconfondibile colorazione Sun Yellow. Puntare su un segmento così affollato significa però ritrovarsi con una marea di rivali. Ford, Renault, Smart e una schiera di marchi cinesi e sudcoreani dal buon rapporto qualità prezzo affollano ormai le acque dei crossover compatti, e il solo aspetto estetico non basta a garantire il successo nel lungo periodo.
Inizialmente Jeep aveva pianificato di vendere in Gran Bretagna solo la Avenger elettrica, ma poi ha deciso di offrire anche la versione a benzina da 1.2 litri e la mild hybrid. Qualunque sia la motorizzazione scelta, ci sono tre livelli di allestimento: Longitude, Latitude e Summit. Salendo di gradino, la Avenger guadagna le solite dotazioni e qualche funzione ADAS, anche se non c’è granché che non si possa aggiungere come optional sugli allestimenti più bassi.

