Un misterioso composto chimico è stato individuato sia su Titano sia su Plutone, e per ora resta senza nome perché la scienza non riesce ancora a inquadrarlo del tutto. La scoperta arriva grazie al telescopio spaziale James Webb, che ha rilevato una firma chimica praticamente identica su due corpi del Sistema Solare che, almeno sulla carta, non avrebbero molto in comune. Ed è proprio questo il punto che ha incuriosito chi studia questi mondi lontani.
A prima vista, infatti, Titano e Plutone sembrano appartenere a capitoli completamente diversi della storia del Sistema Solare. Difficile pensare che possano condividere qualcosa di così specifico a livello chimico. Eppure lo strumento ha visto la stessa cosa in entrambi i casi, e questa coincidenza apre più domande che risposte.
Due mondi diversissimi, eppure con un dettaglio in comune
Titano è la grande luna di Saturno, un satellite che ha caratteristiche quasi terrestri nel modo in cui funziona la sua superficie. Possiede una densa atmosfera, e poi piogge, fiumi e perfino laghi. Solo che al posto dell’acqua, lì scorre metano. È un paesaggio familiare e alieno allo stesso tempo, dove i cicli che conosciamo sulla Terra si ripetono con ingredienti completamente diversi.
Plutone gioca un’altra partita. È un pianeta nano gelido, molto più piccolo, con un’atmosfera estremamente tenue, quasi impalpabile rispetto a quella imponente che avvolge Titano. Le sue temperature, la sua massa, la sua posizione ai confini del Sistema Solare lo collocano in una categoria a parte. Insomma, due storie che sembravano destinate a non incrociarsi mai.
Il fatto che il James Webb abbia trovato una traccia chimica così simile su entrambi spinge a chiedersi cosa li accomuni davvero. Perché se la firma è la stessa, allora qualcosa nei loro processi, nella loro formazione o nella loro chimica deve coincidere. E al momento questo composto resta un’incognita, qualcosa che gli strumenti hanno registrato ma che le conoscenze attuali non bastano a spiegare fino in fondo.