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Con un prezzo di partenza di circa 1.720 euro, iPhone Duo porta il primo schermo pieghevole nel mondo Apple ma chiede in cambio parecchie rinunce. Rispetto a iPhone 18 Pro e iPhone 18 Pro Max i compromessi sono quasi 40 e riguardano fotocamera, uso quotidiano e costi di gestione nel tempo. A parità di memoria il pieghevole costa circa 690 euro in più del modello Pro e circa 600 euro in più del Pro Max. Il motivo per spenderli sta tutto nel design, perché il display esterno da 5,4 pollici si apre su un pannello interno da 7,6 pollici, più comodo per leggere, guardare contenuti e usare due app affiancate.
I tre modelli hanno comunque parecchio in comune. C’è lo stesso chip A20 Pro, ci sono gli schermi ProMotion fino a 120Hz, la fotocamera ultra grandangolare da 48 megapixel, il MagSafe e la porta USB C con velocità USB 3. Le differenze però emergono presto, e alcune si notano ogni volta che il telefono finisce in mano.
Le rinunce di tutti i giorni su iPhone Duo
La più evidente riguarda lo sblocco. Su iPhone Duo sparisce Face ID e al suo posto arriva Touch ID nel tasto laterale, che serve anche per autorizzare acquisti e app. Manca poi il tasto Azione personalizzabile e non c’è più un comando fisico per il silenzioso, anche se Camera Control rimane. Apple dichiara compatibili custodie e caricatori MagSafe ma non i portafogli magnetici, a causa della forma del dispositivo. Il pieghevole funziona solo con eSIM in tutto il mondo, mentre i Pro venduti in mercati come Regno Unito e Australia conservano lo slot per la nano SIM.
Sul fronte schermi lo smartphone chiuso offre 5,4 pollici contro i 6,3 di iPhone 18 Pro e i 6,9 del Pro Max. Il pannello interno scende a 430 pixel per pollice contro i 460 dei Pro e mostra una piega che resta visibile con certe luci. Quello stesso pannello ha uno strato protettivo in polimero sostituibile, un intervento che negli Stati Uniti costa circa 42 euro senza copertura e circa 16 euro con AppleCare+. Il corpo è largo 84,1 mm e spesso 11,3 mm, mentre i Pro misurano 71,9 e 78 mm di larghezza per 8,75 mm di spessore. Con i suoi 254 grammi pesa 43 grammi più di iPhone 18 Pro e 5 grammi più del Pro Max.
Anche la batteria merita attenzione. L’autonomia tipica arriva a 24 ore come sul Pro più piccolo, lontana dalle 30 ore del Pro Max. Usando lo schermo grande la riproduzione video si ferma a 31 ore contro le 36 del Pro e le 45 del Pro Max. La ricarica al 50% richiede circa 20 minuti invece di 15 e le prestazioni sostenute migliorano del 35% rispetto a iPhone 17 Pro, contro il 40% dei nuovi Pro. I colori sono soltanto due, Night Sky e Star White, e i materiali riciclati si fermano al 35% contro il 40%.
Costi di possesso e fotocamera
La questione economica non si chiude al momento dell’acquisto. Con circa 1.720 euro si porta a casa la versione da 256GB, mentre un Pro Max da 1TB costa circa 1.630 euro. Negli Stati Uniti AppleCare+ con furto e smarrimento costa circa 17 euro al mese o 172 euro l’anno, contro 13 euro mensili o 129 euro annui per i Pro. Con la copertura un danno allo schermo interno comporta circa 85 euro di franchigia contro 25. Senza garanzia le stime salgono a circa 860 euro per il display interno, contro 283 e 326 euro sui Pro, e a circa 1.290 euro per altri danni. Il vetro posteriore costa circa 171 euro invece di 137 e la sostituzione della batteria circa 197 euro contro 111.
Chi scatta molte foto perde il teleobiettivo da 48 megapixel 4x con design a tetraprisma, insieme al ritaglio 8x di qualità ottica. Il massimo è un ritaglio 2x dalla fotocamera principale, mentre lo zoom digitale arriva a 10x invece di 40x e in video a 6x invece di 24x. L’apertura è fissa a f/1.6, senza le quattro regolazioni dei Pro, e la focale passa da 24 a 26 mm. Mancano anche lo scanner LiDAR, il flash adattivo, i controlli Pro, il formato ProRAW e la cattura delle immagini di riferimento Apple. Niente foto e video spaziali, niente ProRes, Apple Log 2, ACES e Genlock. Apple non indica neppure i quattro microfoni di qualità studio dei Pro, anche se il pieghevole mantiene registrazione Audio spaziale, riduzione del rumore del vento e Audio Mix.
Fonte: TecnoAndroid








