Il rincaro degli iPhone più costosi negli ultimi dieci anni racconta una storia che fa storcere il naso, soprattutto adesso che Apple si presenta come vittima della crescita dei prezzi delle memorie. Il punto è semplice e diretto: nell’arco di un decennio l’azienda ha gonfiato il prezzo del suo modello di punta del 60 percento, mentre il paniere CPI negli Stati Uniti è cresciuto appena del 37 percento. Difficile, davvero, provare pena per un colosso che ha sempre giocato con i listini come gli pareva, anche se ora i suoi margini sono effettivamente sotto pressione per via dei chip di memoria sempre più cari.
Le memorie costano sempre di più e Apple ne fa le spese
Per anni Apple si è assicurata i chip di memoria con contratti di durata annuale o anche più lunga, strappando sconti generosi rispetto al prezzo di mercato del momento. Adesso le cose sono cambiate parecchio. La negoziazione dei prezzi delle memorie avviene su base trimestrale e l’obiettivo non è più tanto risparmiare quanto garantirsi abbastanza scorte per una gamma di prodotti che continua ad allargarsi.
Nel frattempo i prezzi dei contratti per le LPDDR5X da 12GB sono triplicati a partire dal primo trimestre del 2025. Verso la fine del primo trimestre e l’inizio del secondo del 2026 si aggiravano intorno ai 110 euro, per poi salire ancora di circa 63 euro dall’inizio dell’anno e toccare quota 133 euro a unità. Questa corsa inarrestabile dei prezzi delle DRAM sta erodendo i margini dell’azienda e ha fatto nascere previsioni piuttosto pesanti sul futuro listino.
iPhone 18 Pro e le possibili stangate sul prezzo
Le proiezioni parlano chiaro. iPhone 18 Pro potrebbe arrivare a costare circa 1.290 euro, contro il prezzo base di circa 1.010 euro di iPhone 17 Pro. Stessa musica per il modello superiore: iPhone 18 Pro Max potrebbe partire da circa 1.380 euro, con un rincaro di quasi 280 euro rispetto ai 1.100 euro circa di iPhone 17 Pro Max.
Eppure provare simpatia per Apple resta complicato. Basta guardare ai numeri del passato. iPhone 7 Plus, che nel 2016 era la variante di punta, debuttò a circa 690 euro. Lo scorso settembre iPhone 17 Pro Max è partito da circa 1.100 euro. La cosa che lascia perplessi è il confronto con l’inflazione reale: il paniere CPI negli Stati Uniti è passato da 240 nel 2016 a 328,82 nel 2026, un aumento di appena il 37 percento. Insomma, i prezzi degli iPhone top sono cresciuti quasi il doppio rispetto al costo della vita.
C’è chi però vede la situazione in modo meno drammatico. Secondo alcune analisi finanziarie, l’aumento di prezzo per le prossime generazioni potrebbe non essere così marcato come si teme, anche solo nell’ordine dei 45 euro. Apple recupererebbe risparmiando altrove, per esempio passando al proprio modem per tagliare i costi.
E i conti, alla fine, sembrano comunque solidi per Cupertino. Anche con un ritocco molto più contenuto, nell’ordine dei 45-90 euro, i margini di Apple resterebbero attorno al 45 percento nel 2027. Un ruolo centrale lo giocherebbe il fantomatico iPhone Ultra da circa 1.840 euro, capace da solo di trascinare verso l’alto il prezzo medio di vendita dei dispositivi, che salirebbe a circa 998 euro l’anno prossimo dai 909 euro circa di quest’anno.