Il prossimo iPad mini sembra destinato a smentire il suo stesso nome. Apple, stando alle ultime indiscrezioni, avrebbe in cantiere un modello che di “mini” avrebbe solo le dimensioni, perché sotto la scocca ci sarebbe roba parecchio più seria. Il debutto è atteso entro ottobre 2026 e le novità in arrivo non sono di quelle da poco.
A tirare fuori la notizia è Mark Gurman di Bloomberg, uno dei nomi che quando parla di Cupertino raramente sbaglia. Secondo quanto trapelato, il nuovo tablet compatto porterebbe con sé due cambiamenti importanti. Il primo riguarda lo schermo OLED, una tecnologia che finora sull’iPad mini non si era mai vista e che promette neri più profondi, colori più vivi e in generale una resa visiva su un altro livello rispetto al pannello attuale.
Il salto sotto la scocca fa la differenza
Il secondo grande aggiornamento riguarda il cuore del dispositivo. Gurman parla di un “importante salto in termini di processore”, e qui la faccenda si fa interessante. L’attuale iPad mini, uscito nel 2024, monta il chip A17 Pro, lo stesso che troviamo su iPhone 15 Pro e 15 Pro Max. Buono, per carità, ma il nuovo modello dovrebbe fare un balzo notevole in avanti.
Le voci indicano infatti che potrebbe arrivare un A19 Pro oppure addirittura un A20 Pro, il processore che debutterà a breve su iPhone 18 Pro e Pro Max. In entrambi i casi si parla di prestazioni sensibilmente più alte, sia nelle cose di tutti i giorni sia quando si spinge davvero sull’acceleratore. Editing fotografico, gaming, applicazioni che si appoggiano all’intelligenza artificiale. Tutto dovrebbe girare con più muscoli.
Certo, non si tratta di un chip della serie M, quello riservato ai modelli più grandi della famiglia. Ma l’esperienza recente insegna che anche i processori della serie A sanno cavarsela benissimo. Basti pensare a quanto visto con MacBook Neo e il suo A18 Pro, capace di offrire un’esperienza fluida e completa senza rimpianti particolari. La direzione, insomma, è chiara. Apple vuole dare al piccolo di casa un hardware che finora era appannaggio dei fratelli maggiori, mantenendo però quel formato compatto che tanti utenti continuano ad apprezzare.
La combinazione tra pannello OLED e un processore di nuova generazione sposterebbe parecchio il posizionamento di questo tablet. Non più un accessorio pensato per la lettura e le attività leggere, ma un dispositivo capace di reggere carichi di lavoro molto più impegnativi restando comodo da tenere in una mano sola. Un mix che, sulla carta, ha tutte le carte in regola per convincere chi cercava qualcosa di potente senza dover per forza puntare sui modelli più ingombranti della gamma.