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Ionity sfida la benzina in autostrada, stop fatbike sui TGV

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La mobilità elettrica ha vissuto una settimana in cui al centro della scena non ci sono state tanto le novità tecniche quanto il denaro e le regole. Da un lato Ionity punta a rendere la ricarica in autostrada più conveniente di un pieno di benzina. Dall’altro la SNCF stringe le maglie sull’accesso ai suoi treni per i mezzi elettrici e si prepara a dire no alle fatbike a bordo dei TGV. E intanto c’è chi, pur di mettere le mani su un’auto elettrica usata, arriva a cercarla fino in Cina. Il quadro è quello di un settore in cui il prezzo e le condizioni d’uso contano almeno quanto le prestazioni, e forse anche di più.

Ionity sfida il pieno di benzina in autostrada

Il primo tema riguarda le colonnine di Ionity, che vogliono competere direttamente con il rifornimento tradizionale lungo le grandi arterie. L’obiettivo dichiarato è chiaro e piuttosto ambizioso. Viaggiare in elettrico sull’autostrada dovrebbe costare meno che farlo con un motore a benzina. Non si tratta di un dettaglio da poco, perché proprio i lunghi tragitti sono da sempre il punto in cui chi guida un’auto a batteria si confronta con i costi più alti e con i dubbi maggiori.

Il messaggio, in fondo, è semplice. Se la sosta alla colonnina diventa economicamente più vantaggiosa della pompa di carburante, uno degli argomenti più usati contro le vetture a zero emissioni locali perde parecchia forza. È su questo terreno, quello della convenienza concreta in viaggio, che la partita si gioca davvero.

La SNCF chiude le porte dei TGV alle fatbike

Sul fronte ferroviario la musica cambia e va in direzione opposta rispetto a un’apertura. La SNCF ha deciso di restringere l’accesso ai propri convogli per i mezzi elettrici e presto non accetterà più le fatbike sui suoi TGV. Queste biciclette, riconoscibili dagli pneumatici particolarmente larghi, finiscono quindi fuori dai treni ad alta velocità.

Per chi era abituato a combinare treno e due ruote elettriche negli spostamenti, la notizia segna un cambio di passo. Le regole del gioco si fanno più rigide e chi si muove con questi veicoli dovrà tenerne conto quando organizza un viaggio. La compagnia ferroviaria francese, insomma, traccia un confine netto su cosa può salire a bordo e cosa no.

Usato dalla Cina e una ganascia sfuggita a un SUV BYD

C’è poi un fenomeno che racconta bene quanto il fattore prezzo pesi sulle scelte degli automobilisti. Alcuni guidatori vanno a cercare la propria auto elettrica usata addirittura in Cina, spingendosi molto lontano pur di trovare l’occasione giusta. Un comportamento che dice parecchio su quanto il costo d’acquisto resti una delle barriere principali per chi vuole passare all’elettrico.

Infine, quasi come una curiosità a margine della settimana, un SUV di BYD ha trovato un modo piuttosto inatteso per liberarsi di una ganascia bloccaruote. Un episodio insolito che si è aggiunto alle notizie più serie su tariffe e regolamenti, in una settimana in cui la mobilità elettrica si è misurata soprattutto con i costi e con le norme che ne disciplinano l’uso quotidiano.

Fonte: TecnoAndroid

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