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Intel ha deciso di puntare con decisione sulla robotica e lo fa con una nuova famiglia di processori pensata per alimentare i robot umanoidi del futuro. Si chiamerà Razer Lake AX e, stando a quanto confermato dall’azienda, offrirà prestazioni nell’intelligenza artificiale quasi 4 volte superiori rispetto alle soluzioni attualmente in catalogo. I numeri dichiarati parlano di 700 TOPS, con un debutto previsto per il 2028. L’obiettivo è duplice: gestire modelli linguistici di grandi dimensioni e diventare, soprattutto, il vero cervello delle macchine che dovranno muoversi e ragionare in modo sempre più simile a quello umano.
Intel Razer Lake AX e la corsa alla potenza per l’intelligenza artificiale
Il dato che salta subito all’occhio è quello delle prestazioni. Quando si parla di TOPS ci si riferisce ai trilioni di operazioni al secondo che un chip riesce a eseguire, un’unità di misura ormai diventata il metro di paragone per capire quanto un processore sia adatto ai carichi di lavoro legati all’intelligenza artificiale. Arrivare a 700 significa compiere un salto notevole, e il colosso americano non nasconde le proprie ambizioni. Parlare di un incremento vicino alle 4 volte rispetto alle piattaforme odierne non è un semplice aggiornamento generazionale, ma un cambio di passo piuttosto netto.
Una simile potenza di calcolo serve a un preciso scopo. I futuri chip Razer Lake AX sono pensati per far girare LLM di grandi dimensioni, ovvero quei modelli linguistici che richiedono una quantità enorme di risorse per funzionare in modo fluido. Poterli eseguire direttamente sul dispositivo, senza appoggiarsi a server remoti, rappresenta un vantaggio non da poco in termini di reattività. Ed è proprio qui che entra in gioco l’altro grande capitolo della strategia del produttore californiano.
Il cervello dei robot umanoidi di nuova generazione
La vera scommessa riguarda i robot umanoidi. Intel vuole che i propri processori diventino il centro nevralgico di queste macchine, quel componente capace di elaborare tutto ciò che serve per interagire con l’ambiente circostante. Un robot di questo tipo deve interpretare ciò che lo circonda, prendere decisioni e reagire in tempi rapidissimi, e tutto questo richiede una capacità di elaborazione locale molto elevata. Ecco perché la potenza dichiarata assume un peso così rilevante nei piani dell’azienda.
Il riferimento alla prossima generazione di robot non è casuale. Il settore è in piena evoluzione e chi riuscirà a fornire l’hardware più adatto potrebbe ritagliarsi un ruolo da protagonista. Con Razer Lake AX la casa di Santa Clara prova a posizionarsi proprio in questo spazio, proponendo una piattaforma che unisca la gestione dei modelli linguistici più pesanti alle esigenze tipiche della robotica avanzata.
Per vedere questi processori all’opera bisognerà comunque pazientare ancora un po’. La tabella di marcia indicata dal gruppo fissa infatti l’arrivo dei nuovi chip nel 2028, con la promessa di raggiungere quota 700 TOPS e di offrire prestazioni nell’intelligenza artificiale quasi quadruplicate rispetto alle soluzioni che Intel propone oggi.
Fonte: TecnoAndroid


